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#CinemainclasseA, con Enea e Green Cross Italia il cinema italiano diventa più green

where Roma when Ven, 20/01/2017 who roberto

La campagna prevede attività di sensibilizzazione e formazione in materia di efficienza energetica destinate ai set cinematografici

L’efficienza energetica si fa largo nel cinemabanner-instagram-01n.jpg italiano grazie a una campagna lanciata da ENEA e Green Cross Italia che prevede attività di sensibilizzazione, informazione e formazione, rivolte prima di tutto agli operatori del settore, ai giornalisti e agli opinion maker che se ne occupano. #CinemainClasseA, questo il nome dell’iniziativa, è stata presentata durante la 73sima mostra internazionale del Cinema di Venezia ed è realizzato in collaborazione con il Green Drop Award e fa parte della più ampia Campagna nazionale per l’efficienza energetica di ENEA e Ministero dello Sviluppo Economico. Dalla campagna è nata l’elaborazione del Rapporto su Cinema ed efficienza energetica che enumera anche le best practice – già previste in alcuni disciplinari ed attuate nella realizzazione di vari film – che si possono adottare su un set per un #CinemainClasseA. La realizzazione del rapporto è stato curata da Antonio Disi e Marco Gisotti.  
Un’industria fra immaginario verde e produzione sostenibile - L’industria cinematografica ha avuto sin dalla nascita, attraverso le sue opere e lo star system, grande potere presso il pubblico come strumento di divulgativo ed emulatizione; ruolo al quale non si è mai sottratta, accrescendo al contrario negli anni il suo ruolo di veicolo di denuncia sociale, politica e morale. Dagli anni Sessanta, di pari passo con l’evolversi dei costumi sociali, si è poi assistito all’emergere di nuove tematiche, più chiaramente legate a temi di natura legale o ai conflitti sociali di ordine razziale, religiosi o sessuali. Il tema dei conflitti bellici, per esempio, evolveva da racconto eroico a denuncia pacifista, e si affacciavano le prime critiche ai modelli di consumo, al depauperamento dell’ambiente e allo sfruttamento insostenibile delle risorse.
È però negli anni Duemila che la tematica raggiunge la sua piena maturità: il film spartiacque può essere considerato “The day after tomorrow”  di Roland Emmerich (2004, in Italia uscito con il titolo “The day after tomorrow – L’alba del giorno dopo”): opera del filone catastrofista, ricca di esagerazione, tuttavia sufficientemente accurata nella rappresentazione di un futuro devastato dai mutamenti climatici. Per l’ambiente il cinema può però fare di più che trasferirlo nelle sue storie. Essendo quella cinematografica un’industria, può rendere i suoi processi più sostenibili, meno impattanti, più efficienti. Così, a cavallo del primo decennio degli anni Duemila si moltiplicano negli Stati Uniti e in Europa gli esempi virtuosi di produzioni sostenibili, il cui obiettivo è quello di ridurre i consumi energetici e di materie prime, di riciclare e riutilizzare i propri scarti, mitigare con ogni mezzo il proprio passaggio negli ecosistemi locali e globali.
Il cinema “verde” in Italia - Se negli Stati Uniti le grandi case di produzione hanno da tempo assunto protocolli ambientali di una certa rilevanza, arrivando persino a creare nuove figure professionali come lo “steward ambientale” e costruendo vere e proprie campagne di marketing per promuovere i propri blockbuster (si veda il caso di “The amazing Spider-man 2”, oggetto di un campagna tutta incentrata sull’efficienza energetica, sostenuta anche dal mondo ambientalista), in Italia l’argomento e l’impegno è stato assunto solo a partire dell’anno 2010, quando al Festival del cinema di Cannes è stato presentato il film “Sul mare” di Alessandro D’Alatri, quale prima opera italiana ad essere stata realizzata seguendo un protocollo di sostenibilità messo a punto da Edison in collaborazione con la casa cinematografica Tempesta e con la consulenza di AzzeroCO2.

Il rapporto su cinema ed efficienza energetica lo trovi in pagina Approfondimenti

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