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Così il biomattone taglia la CO2 in edilizia. Già mille gli edifici realizzati

where Montichiari (Brescia) when Ven, 19/09/2025 who roberto

Cresce l’uso della soluzione in canapa e calce che “mangia” la CO2. È made in Brescia e certificata a livello internazionale.

Un mattone in canapa e calcebiomattone.jpg che isola e regola l’umidità, certificato “carbon negative”: ogni metro cubo sottrae all’atmosfera tra 44,2 e 105,3 kg di CO2 equivalenti, a seconda del tipo di biocomposito (blocco ambiente, bio beton pronto, bio beton jet). Si chiama Biomattone e lo ha portato sul mercato Tecnocanapa by Senini. La soluzione – spiega l’azienda bresciana – è già impiegata su ampia scala: migliaia sono i metri cubi distribuiti in cantieri nazionali e internazionali.
Basato su materie prime naturali (canapa industriale, calce dolomitica, microrganismi), il Biomattone nasce interamente in Italia, nello stabilimento Senini a Montichiari (Brescia). Ogni fase, dalla coltivazione al prodotto finito, è controllata. Certificazioni come l’Epd (Environmental product declaration), conformità ai Criteri ambientali minimi e il sigillo Biosafe ne attestano l’impatto ambientale e la salubrità.
 
Dal Salento a Pisa
Finora sono stati realizzati oltre mille edifici in Biomattone, sottraendo all’atmosfera più di 1.800 tonnellate di anidride carbonica. Già scelto per progetti come il Vespucci Waterfront a San Cataldo, in Salento, e la facoltà di Veterinaria di Pisa, le sue prestazioni ambientali ed estetiche lo rendono adatto a interventi architettonici contemporanei, anche su scala urbana e accademica, ad alta efficienza energetica.
 
Prestazioni e durabilità
Secondo lo studio Lca (analisi del ciclo di vita - Life cycle assessment), per il solo “blocco ambiente” la conducibilità termica è competitiva con altri isolanti naturali avanzati. Il Biomattone, infatti, è un materiale capace di garantire buona inerzia, regolazione naturale dell’umidità, elevato abbattimento acustico. Resiste al fuoco e agli sbalzi termici. Non serve ricorrere a soluzioni chimiche per evitare muffa, grazie alla traspirabilità offerta dalla canapa, sottolinea l’azienda in una nota.
“Vogliamo offrire al settore una soluzione concreta, sostenibile e scalabile”, spiega Massimo Senini, il fondatore. “Il futuro dell’edilizia non sta solo nel ridurre i danni: è nel recuperare e ridare ossigeno all’ambiente”.
 
Foto: ufficio stampa Tecnocanapa by Senini

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