L’efficienza energetica accelera, ma la strada verso il 2030 resta in salita
È quanto emerge dal nuovo rapporto “Energy efficiency 2025” dell’Iea. Nel 2025 la spesa globale in efficienza energetica toccherà quasi 800 miliardi di dollari. In Europa introdotte oltre 250 nuove politiche dedicate.
L’intensità energetica
primaria globale nel 2025 è prevista in miglioramento dell’1,8%, un balzo rispetto al +1% dell’anno precedente. È quanto emerge dal nuovo rapporto “Energy efficiency 2025” dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea). Si tratta del passo più deciso dal 2019, ma ben lontano dall’obiettivo del 4% annuo entro il 2030 sancito alla Cop28 di Dubai.
Il dato – ricorda il quotidiano La Repubblica – è rassicurante per la sicurezza energetica, la competitività economica e la riduzione delle emissioni. Secondo l’Iea, però, il ritmo attuale (in media +1,3% annuo dal 2019) resta sotto il target.
Bene le economie emergenti
La spinta più forte arriva dalle economie emergenti come Cina e India, che mostrano segnali di accelerazione, al contrario degli Stati Uniti. Anche l’Europa torna protagonista, con normative più stringenti su edifici, apparecchiature industriali e processi produttivi, ispirate al Green Deal e al pacchetto “Fit for 55”. Nel 2025, l’Iea registra l’introduzione di oltre 250 nuove politiche di efficienza, ma nel complesso l’intensità energetica migliorerà solo dell’1% nelle previsioni, dopo diversi anni di performance più sostenute, complici i risparmi obbligati i durante la crisi dell’energia.
I vincoli di bilancio
Ma nonostante i fondi crescenti, i programmi di supporto pubblico sono in difficoltà in molti Paesi a causa di vincoli di bilancio, e la riqualificazione energetica fatica su alcuni fronti, soprattutto con l’aumento dei costi delle costruzioni.
Sul versante occupazionale, il settore dell’efficienza ha generato quasi 18 milioni di posti di lavoro nel 2024, con un +6% in un anno. Ma la carenza di manodopera qualificata resta un limite. Secondo l’Agenzia serve investire nella formazione tecnica per sfruttare appieno il potenziale.
Nel settore industriale, i guadagni in efficienza restano troppo contenuti: materiali come acciaio, cemento e prodotti chimici mostrano progressi lenti, nonostante la disponibilità di tecnologie avanzate.
Anche gli edifici, che rappresentano un terzo del consumo energetico globale, segnano ritardi: la scarsa coibentazione e la persistenza di caldaie inefficienti frenano la riqualificazione.
Sul fronte degli investimenti, la spesa globale nell’efficienza energetica dovrebbe toccare quasi 800 miliardi di dollari, in crescita del 6% rispetto al 2024 e oltre il 70% in più rispetto al 2015.
Il commento
“L’accelerazione del progresso globale in materia di efficienza energetica che stiamo osservando nel 2025 è incoraggiante, compresi segnali positivi in alcune importanti economie emergenti. Ma la nostra analisi mostra che i governi devono impegnarsi ancora di più per garantire che l’intera gamma di benefici dell’efficienza sia goduta dal maggior numero possibile di persone”, ha affermato il direttore esecutivo della Iea Fatih Birol. “L’efficienza energetica”, ha ricordato Birol, ha il potenziale per dare “maggiore sicurezza energetica, bollette più accessibili, una migliore competitività economica e minori emissioni”.
All’Italia servono 16,2 miliardi all’anno
In Italia la sfida è concreta: per raggiungere i target Ue al 2030 servono 16,2 miliardi di euro all’anno, secondo uno studio di Agici/Cesef. Serve una spinta più decisa su investimenti, politiche stabili e formazione, avvertono gli esperti, o il traguardo del 2030 rischia di restare lontano.

