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Il Fondo nazionale efficienza è al palo: usati solo 18 milioni su quasi 300

where Roma when Ven, 16/01/2026 who roberto

La Corte dei conti richiama il ministero dell’Ambiente: i soldi per l’efficientamento energetico ci sono ma non vengono usati. “Subito aggiornamenti normativi”.

Solo 18,4 milioni sono stati attivatifnee.jpg sui circa 285 disponibili per il Fondo nazionale efficienza energetica. Ora la Corte dei conti chiama in causa il ministero dell’Ambiente per sbloccare lo strumento, fermo da anni per limiti normativi. Dati certi emergono dalla delibera numero 67/2025 approvata il 16 dicembre dal collegio del controllo concomitante.

Il Fondo nazionale efficienza energetica, istituito per sostenere interventi di efficientamento energetico di imprese, esco e amministrazioni pubbliche, dispone di circa 284,8 milioni di euro tra finanziamenti e garanzie. Di questi, però, poco più di 18 milioni sono stati effettivamente movimentati, mentre la componente garanzie non è mai stata attivata. Secondo i magistrati contabili, il nodo è nel mancato aggiornamento del decreto interministeriale del 22 dicembre 2017 che disciplina il funzionamento del Fondo: modifiche normative successive non sono state recepite, lasciando lo strumento di fatto inattivo.

Ecco allora che la Corte dei conti sollecita il ministero dell’Ambiente a definire tempi certi per superare le osservazioni del ministero dell’Economia e adottare il decreto di attuazione. Il Fondo – pensato per supportare l’efficienza attraverso prestiti agevolati e garanzie su progetti di riduzione dei consumi e riqualificazione energetica – avrebbe dovuto contribuire significativamente al raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza, ma finora ha inciso poco sui risultati complessivi. Il richiamo della Corte si inserisce in un quadro più ampio di ritardi italiani nelle politiche energetiche: l’Italia ha già mancato la scadenza europea per il recepimento della direttiva sull’efficienza energetica (Eed, direttiva Ue 2023/1791) a ottobre 2025 e affronta procedure di infrazione per le norme sulle caldaie.
Concluse le osservazioni, il ministero avrà trenta giorni per riferire sulle iniziative intraprese, pena l’interpretazione di mancata adozione di tutte le misure richieste.

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