Manovra. Ad Anie piace (ma non troppo) il piano transizione
Luci e ombre nella legge di bilancio: la posizione di Anie sull’incentivo 2026. In particolare, l’eliminazione delle agevolazioni rivolte all’efficienza energetica rappresenta un indebolimento del piano.
Positiva “l’estensione temporale
della disciplina del piano transizione fino a settembre 2028”, ma preoccupazione, in particolare, “per l’eliminazione delle agevolazioni rivolte all’efficienza energetica”. Anie, la federazione della Confindustria che raccoglie le imprese dei settori elettrici, elettrotecnici ed elettronici, evidenzia in una nota le luci e le ombre dell’ultima bozza della legge di bilancio rilasciata dalla commissione del Senato e in fase di approvazione.
Positiva anche la proposta di aggiornamento degli allegati A e B, che amplia l’elenco dei beni agevolabili includendo componenti hardware e software di particolare rilevanza per l’evoluzione tecnologica dei processi industriali.
Inefficienza energetica
Accanto a questi elementi, la federazione esprime tuttavia preoccupazione per alcune misure introdotte nel provvedimento che, a suo dire, rischiano di comprometterne l’efficacia e la reale fruibilità da parte delle imprese.
In particolare, l’eliminazione delle agevolazioni rivolte all’efficienza energetica rappresenta un indebolimento del piano e appare in parziale contrasto con l’aggiornamento degli allegati, che mira anche a valorizzare le componenti “green” dei processi produttivi. La scelta rischia di penalizzare investimenti strategici in sostenibilità e innovazione, oggi sempre più interconnessi.
Criticità emergono dalla previsione di agevolare esclusivamente beni prodotti in uno Stato membro dell’Unione Europea o in uno Stato aderente allo Spazio Economico Europeo. Pur condividendo l’obiettivo di rafforzare le filiere europee, una formulazione così trasversale rischia di risultare complessa da applicare e l’eventuale verifica da parte delle autorità competenti risulterebbe problematica.
Dubbi fotovoltaici
Particolarmente problematica appare, inoltre, l’eccezione che esclude dall’elenco dei beni agevolabili i moduli fotovoltaici prodotti nell’UE con un’efficienza a livello di modulo almeno pari al 21,5% (categoria A del Registro Enea). L’esclusione di questa fascia rischia di ridurre drasticamente il numero di produttori europei in grado di competere, con un conseguente impoverimento del mercato e una minore concorrenza.
Infine, la previsione di un decreto ministeriale, in luogo del decreto direttoriale, comporterà un concerto necessario tra ministero delle Imprese e ministero dell’Economia, con il rischio concreto di un allungamento dei tempi di attuazione del piano nel corso del 2026.
Effetti collaterali
Senza un adeguato sostegno all’efficienza energetica e senza regole chiare e applicabili, il rischio è ridurre l’impatto positivo di uno strumento che dovrebbe invece accompagnare la trasformazione tecnologica e sostenibile del Paese, in modo realmente orientato alla competitività del sistema industriale.

