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Meno 35% di consumi. Così la tecnologia aerospaziale aiuta l’alimentare

where Parma when Ven, 20/02/2026 who roberto

Il gruppo Morato sperimenta a Parma il “freddo” che consuma meno energia. E taglia anche la CO2.

Taglio dei consumi elettrici morato1.jpegfino al 35%, meno 20% annuo di CO2 sul freddo industriale e circa 559 MWh risparmiati ogni anno. Sono i primi risultati del progetto pilota avviato nello stabilimento di Parma di Morato Group, che introduce una tecnologia di compressione di derivazione aerospaziale applicata ai processi frigoriferi, tra i più energivori nella produzione di cibo.

Nel sito emiliano, il gruppo della panificazione industriale ha scelto di andare oltre la classica ottimizzazione degli impianti. La novità è un sistema di compressione di nuova generazione, pensato per ridurre attriti e perdite di rendimento, mantenendo alta l’efficienza anche a carichi parziali. Il risultato è una riduzione media dei consumi elettrici del 35% e l’uso di un gas refrigerante a impatto ambientale quasi nullo, già allineato alle normative europee sul clima.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di sostenibilità. Morato punta a una riduzione complessiva delle emissioni di CO2 pari a 2.472 tonnellate entro il 2026, combinando autoproduzione da fotovoltaico, monitoraggio dei consumi, audit energetici e revamping degli impianti più energivori. L’intervento sul freddo industriale, a Parma, è uno dei tasselli più rilevanti.

La selezione della tecnologia è avvenuta con il supporto di Step Innovation Hub, specializzato nella ricerca e nell’implementazione di soluzioni per la decarbonizzazione industriale. Il sistema adottato riduce fino all’80% le parti meccaniche in movimento e consente un taglio dei costi di manutenzione sul ciclo di vita stimato intorno al 40%. Non solo un upgrade tecnico, quindi, ma un esempio concreto di trasferimento tecnologico dall’aerospazio all’industria alimentare, sottolinea l’azienda in una nota. Il progetto apre ora alla possibilità di estendere il modello agli altri stabilimenti del gruppo con quartier generale ad Altavilla Vicentina (Vicenza), moltiplicando l’impatto sulla transizione energetica della filiera bakery.
 
Foto: ufficio stampa Morato

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