Ristrutturazioni energetiche. Al via la consultazione Ue per potenziare i prestiti
L’obiettivo è perfezionare un nuovo strumento finanziario che convogli soldi su interventi edilizi più efficienti e inclusivi, aperti anche alle famiglie più fragili. L’iniziativa rientra nella revisione della direttiva “Case Green”.
Bruxelles ha inaugurato una
consultazione pubblica, aperta fino al 18 novembre 2025, chiamando in causa istituzioni, banche, accademia, società civile e cittadini. L’obiettivo: perfezionare un nuovo strumento finanziario che stimoli prestiti per interventi edilizi più efficienti e inclusivi. Il cuore del programma è facilitare l’accesso ai finanziamenti, in particolare per le famiglie più fragili, e incoraggiare le banche a privilegiare gli investimenti su edifici con basse prestazioni energetiche.
La mossa è parte della più ampia revisione della direttiva Epbd IV “Case Green” (2024/1275), che contiene un regolamento delegato sul tema. Il regolamento non sarà giuridicamente vincolante, ma punta a indirizzare una quota maggiore dei bilanci bancari verso l’edilizia efficiente, con particolare riguardo a chi è più vulnerabile, come spiega il sito QualEnergia.it.
La consultazione prende le mosse dai primi riscontri raccolti durante la call for evidence di ottobre 2024. Il focus è ora su: chiarezza normativa nella finanza sostenibile, accesso e trasparenza dei dati sugli edifici (per esempio i certificati energetici) e strategie per catalizzare investimenti privati, soprattutto a livello locale.
Accanto a questa iniziativa, è al lavoro la European energy efficiency financing coalition, lanciata ad aprile 2024, che riunisce Commissione, Stati membri, istituti finanziari e stakeholder per incentivare la finanza privata nelle ristrutturazioni energetiche. La Coalizione opera su tre livelli: assemblea generale, gruppi di esperti e sportelli nazionali (national hubs) con l’obiettivo di scambiare best practice e definire strumenti concreti.
“È essenziale coinvolgere tutti gli attori del sistema e far percepire che la finanza può essere un alleato della sostenibilità”, osserva una fonte della Coalizione, “in particolare per sbloccare investimenti nelle aree più fragili del territorio”. E aggiunge: “Servono misure che rendano più semplice e vantaggioso il sostegno agli edifici meno performanti”. Secondo La Nuova Ecologia, il ritardo attuale nelle ristrutturazioni è dovuto ai costi elevati, alla scarsa propensione al rischio degli investitori e alla frammentazione della domanda. Questa mossa dell’Europa vuole invertire la tendenza.

