Superpiano Ue per l’efficienza: in arrivo 17,5 miliardi per le pmi
Unione europea e Bei insieme per l’efficientamento energetico di oltre 350mila piccole e medie imprese. L’obiettivo è mobilitare investimenti per più di 65 miliardi di euro nel triennio 2025-2027.
In arrivo 17,5 miliardi di euro
per sostenere oltre 350mila piccole e medie imprese nei progetti di efficienza energetica. L’obiettivo è mobilitare investimenti per più di 65 miliardi di euro nel triennio 2025-2027, attraverso misure concrete di efficientamento e decarbonizzazione. I fondi sono stati stanziati questa settimana dall’Unione europea insieme alla Banca europea per gli investimenti (Bei).
Il piano punta a ridurre i consumi e le bollette delle pmi, rafforzare la loro competitività e favorire la transizione verde. Strumenti finanziari tradizionali (prestiti) e innovativi (equity) saranno messi a disposizione, con procedure più snelle, novità come uno sportello unico (“one-stop-shop”) per l’efficientamento energetico e piattaforme dedicate con partner privati.
Secondo Nadia Calviño, presidente della Bei, “questo è un passo significativo per aiutare le imprese a ridurre i costi energetici”, un processo decisivo visto che le pmi costituiscono “la spina dorsale dell’economia europea”.
Dan Jørgensen, commissario Ue per l’Energia, ha detto che il programma renderà “più semplice l’accesso al credito” e accelererà “l’adozione di soluzioni che fanno bene all’economia, al clima e alle comunità locali”.
Un’altra novità interessante è il modello della “servitizzazione” promosso in collaborazione con la Solar impulse foundation: le imprese non dovranno acquistare direttamente tecnologie efficienti, ma potranno pagare per il servizio di energia efficiente reso. Questo ridurrà gli investimenti iniziali e favorirà l’adozione rapida delle soluzioni.
Fonti Ue segnalano infine che il divario degli investimenti tra pmi e grandi aziende è significativo: attualmente le piccole e medie investono in efficienza energetica circa la metà dei big. Con questa iniziativa l’Ue vuole colmare proprio questa lacuna.

