La Ue non cambia idea: stop alle caldaie a gas dal 2040
Approvato un nuovo pacchetto Epbd. Obiettivo: eliminare i sistemi di riscaldamento a metano e decarbonizzare l’edilizia. Le nuove linee guida.
Bruxelles lancia un pacchetto
Epbd (Energy performance of buildings directive) aggiornato: stop ai sussidi per caldaie a combustibili fossili dal 2025, bando totale delle stesse dal 2040 e scadenze precise per ristrutturare edifici inefficienti, ridurre burocrazia e favorire soluzioni pulite. Il nuovo pacchetto normativo sulla direttiva che regola le performance verdi delle case definisce 13 linee guida e tre atti tecnici per indirizzare la transizione nel settore edilizio. Tra le misure principali: eliminazione dei combustibili fossili nelle caldaie entro il 2040 e promozione di pompe di calore, solare termico e reti di teleriscaldamento.
Gli esperti sottolineano che i fondi pubblici per le caldaie a metano “vanno fermati subito” per evitare di rallentare il percorso verso case a emissioni zero.
Il biometano
A livello industriale, la spinta verso fonti alternative si unisce all’impulso per il biometano. Un report indica che l’Unione potrebbe produrne fino a 111 miliardi di metri cubi entro il 2040, superando il 30% del consumo di gas del 2022. Nel 2023, la produzione ha raggiunto 4,9 bcm (billion cubic meters) e ora cresce più rapidamente. In Italia, l’uso è ancora modesto, ma le potenzialità esistono: la conversione delle infrastrutture esistenti potrebbe facilitare una transizione su scala nazionale, soprattutto nei condomìni.
Piani obbligatori per i Paesi
La Commissione richiede ai Paesi membri un piano nazionale per le case green, da presentare entro fine 2026, per semplificare autorizzazioni e normativa – in particolare nei condomìni – ed eliminare gli ostacoli burocratici. L’azione è serrata: oltre alla ristrutturazione e all’efficienza, l’Ue punta su pompe di calore, energia solare, biometano e idrogeno. L’obiettivo è ambizioso: un patrimonio edilizio europeo a emissioni zero entro il 2050, con una svolta già nel prossimo decennio.
“Serve garantire misure credibili e tempestive”, sottolineano fonti vicine alla Commissione.

