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Africa atomica. In Ghana partiranno nel 2027 i lavori per la prima centrale nucleare

where Accra (Ghana) when Mar, 16/12/2025 who roberto

Accra sceglie di rompere un fragile mix energetico per adottare l’atomo. In lizza tutti i principali gruppi nucleari mondiali. Egitto, Ruanda, Nigeria, Zambia: l’Africa guarda al nucleare come soluzione ai deficit energetici cronici. È un segnale della volontà di compiere un salto industriale senza ripercorrere i modelli occidentali ad alta intensità di carbonio.

Il Ghana ha deciso di entrare nucleare-flickr.jpgnel club del nucleare mentre il continente africano vive un nuovo ciclo di competizione globale, dove l’energia è la moneta più preziosa. Annunciare l’avvio della costruzione di una prima centrale nel 2027 significa, per Accra, voler rompere la dipendenza da un mix energetico fragile.
L’elenco delle aziende in lizza per aggiudicarsi il progetto ghanese – leggiamo su notizie geopolitiche - vede contrapporsi le maggiori industrie di settore provenienti da Francia, Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e Russia; potenze che usano il nucleare come architrave d’influenza strategica. E ognuna con la propria peculiarità: se Accra scegliesse Rosatom, si avvicinerebbe al modello egiziano: finanziamenti generosi, tempi rapidi, ma una dipendenza tecnica che può durare quarant’anni. Optare per aziende occidentali significa accedere a standard elevati, ma anche sottoporsi a condizioni stringenti e a costi spesso più elevati. La Cina, infine, offre pacchetti integrati di tecnologia, formazione e crediti, ma espone al rischio di diventare parte di una rete di dipendenze finanziarie difficili da sciogliere.
 
Africa nucleare
Dall’Egitto al Ruanda, dalla Nigeria allo Zambia, l’Africa guarda al nucleare come soluzione ai deficit energetici cronici. È un segnale della volontà di compiere un salto industriale senza ripercorrere i modelli occidentali ad alta intensità di carbonio. In un continente dove quasi 600 milioni di persone non hanno accesso costante alla luce, l’atomo viene percepito come una scorciatoia possibile. Ma questa corsa non è priva di insidie. Le tecnologie sono costose, i finanziamenti legati a vincoli geopolitici, i progetti complessi. E dietro ogni reattore c’è un Paese che entra nella lunga ombra delle sue stesse scelte.
Per il Ghana l’energia nucleare potrebbe rappresentare una diversificazione capace di stabilizzare la crescita, attrarre investitori e sostenere l’industria manifatturiera. Una rete elettrica più affidabile ridurrebbe le perdite economiche dovute ai blackout e all’uso di generatori privati, diffusi in tutto il Paese.

immagini
nucleare-flickr