Allarme Bce. Le famiglie italiane pagano l'elettricità il doppio dell'industria
Mentre in Francia il sovrapprezzo per le famiglie rispetto alle imprese si attesta attorno al 64% e nei Paesi Bassi al 20%, in Italia, Germania e Spagna la bolletta domestica arriva a costare circa il 100% in più. Unc, sacrosanto atto di accusa, giù imposte per tutti.
Le famiglie italiane pagano
l’elettricità circa il doppio rispetto alle industrie energivore: uno dei divari più ampi dell’area euro. A dirlo è la Banca centrale europea in un suo bollettino economico. Il fenomeno riguarda l’intera Unione europea, ma nel nostro Paese assume dimensioni particolarmente marcate. Secondo l’analisi, mentre in Francia il sovrapprezzo per le famiglie rispetto alle imprese si attesta attorno al 64% e nei Paesi Bassi al 20%, in Italia — come in Germania e Spagna — la bolletta domestica arriva a costare circa il 100% in più. La Bce sottolinea come tutte le componenti della bolletta risultino più care per i nuclei familiari: dai costi di rete agli oneri di sistema, fino alla fiscalità.
Le industrie energivore beneficiano invece di strutture tariffarie dedicate e di collegamenti diretti alle reti ad alta tensione, che riducono sensibilmente il costo unitario dell’elettricità.
Il commento di Unc
“Sacrosanto atto di accusa da parte della Bce. Il Governo farebbe bene a leggere il bollettino economico della Bce e trarne le debite conseguenze modificando il decreto inconsistente“, afferma Marco Vignola, vicepresidente dell'Unione Nazionale Consumatori.
“Non bastano i bonus una tantum dati ai poveri assoluti ma vanno ridotte le imposte per tutte le famiglie. Nel grafico della Bce viene evidenziato come dal 2023 al 2024 siano esplose le imposte, dato che il Governo Meloni ha annullato l'azzeramento degli oneri deciso da Draghi. Se si facesse il confronto con il 2022 sarebbe ancora peggio, dato che gli oneri sono stati reintrodotti a partire dal 1° aprile 2023. Se poi si ripetesse lo stesso studio per il gas la situazione sarebbe persino più grave dato che mentre per la luce l'Iva, conteggiata nel grafico della Bce separatamente dalle altre imposte, è rimasta stabile dal 2023 al 2024, per il gas il gettito è esploso nel 2024, dato che dal 1° gennaio viene meno, oltre agli oneri scontati, anche l'Iva agevolata al 5% introdotta da Draghi e si torna al 10% per i primi 480mc consumati, del 22% su tutti gli altri consumi e sulle quote fisse”. prosegue Vignola. “Insomma, vanno ridotte le spese obbligate delle famiglie, luce, gas, rifiuti, acqua, rc auto, altrimenti la gran parte degli italiani continuerà a faticare ad arrivare alle fine del mese, i consumi resteranno al palo e il Pil crescerà sempre dello zero virgola”.

