Analisi & numeri. Per elettrificare l’Europa servono 3mila miliardi di euro
Uno studio di Goldman Sachs Research segnala che dal prossimo anno la domanda tornerà a crescere dopo 15 anni di calo. Tutta colpa di elettrificazione, mobilità e data center. Le fonti rinnovabili renderanno più volatile in sistema elettrico.
L’Europa si prepara ad affrontare
un futuro elettrico, nel senso che la domanda nel vecchio continente, dopo 15 anni di calo, tornerà a crescere sulla scia di un’elettrificazione diffusa, dal boom della mobilità elettrica e dalla crescita esplosiva dei data center. Lo ipotizza uno studio di Goldman Sachs Research, ripreso da Repubblica secondo cui serviranno 3mila miliardi di euro per ammodernare le reti energetiche e rafforzare la produzione.
Il boom dei consumi
Dal prossimo anno si prevede una crescita dei consumi tra l’1,5% e il 2% l’anno. Le ragioni sono molte: fabbriche, abitazioni e mezzi di trasporto elettrificati, misure di efficienza che hanno raggiunto un limite, il boom dei data center e la diffusione del condizionamento.
La generazione elettrica vive una trasformazione radicale. Entro il 2030 circa il 75% della capacità installata proverrà da rinnovabili, rispetto al 45% di dieci anni fa e al 65% attuale. “Questa trasformazione aumenta l’autosufficienza dell’Europa e riduce le emissioni di CO2, ma rende anche il sistema elettrico più volatile, perché dipendente da fonti legate al meteo come eolico, solare e idroelettrico”, spiega Alberto Gandolfi, head of the european utilities team in Goldman Sachs Research. “In assenza di adeguate misure di backup – batterie, centrali a gas, potenziamento delle reti – la sicurezza complessiva rischia di indebolirsi”.
Il nodo delle reti
Il nodo infrastrutturale resta centrale: in molti Paesi europei le reti hanno 40-50 anni e necessitano di una riconfigurazione per adattarsi alla generazione distribuita e ai nuovi consumatori. Il rischio, avvertono gli analisti, è che entro il 2029 i mercati elettrici europei si trovino in deficit, con i margini di riserva – la differenza tra capacità disponibile e picchi di domanda – prossimi allo zero.
Per evitarlo, serviranno tra i 2 e i 3 trilioni di euro di investimenti in dieci anni, contro gli 1,4 spesi nel decennio passato: un aumento stimato tra il 60% e il 100%.
Le sole infrastrutture di trasmissione e distribuzione assorbiranno fino a 1,4 trilioni di euro, mentre la generazione richiederà un impegno simile.

