Bollette: nelle regioni del Sud il fresco costa di più
Secondo l’Osservatorio di Switcho le regioni italiane che registrano il maggior incremento in bolletta durante i mesi estivi sono Puglia (+64%), Sicilia (+60%), Campania (+48%), Calabria (+45%) e Sardegna (+40%).
Torna il gran caldo dopo le
settimane di giugno caratterizzate da temperature ben oltre le medie stagionali hanno messo in allerta gli italiani verso l'aumento dei consumi energetici. Cosa ci si può aspettare dal periodo estivo? Storicamente, nel mese di luglio, il fabbisogno di energia per la famiglia tipo cresce in media del 35% rispetto a giugno, principalmente a causa del maggiore utilizzo dei condizionatori. Un trend che si mantiene stabile anche nel mese di agosto.
Il caro-fresco al Sud
L’Osservatorio di Switcho offre la sua prospettiva da insider di mercato e approfondisce il tema partendo dai dati ARERA, dai quali si evince che nei mesi di luglio e agosto in alcune regioni del Sud Italia e nelle principali isole si registrano i maggiori incrementi nei consumi di energia. In particolare, la Sicilia segna un aumento del +60%, con un rincaro complessivo in bolletta di 39 euro a luglio e agosto; seguono la Puglia con un +64% e un aumento di 38 euro, la Campania con un +48% e una spesa aggiuntiva di 29 euro, la Calabria con un +45% e una spesa aggiuntiva di 29 euro, e infine la Sardegna con un +40% e un rincaro di 27 euro.
Non tutta la Penisola subisce allo stesso modo l’impatto del caldo in bolletta: a salvarsi dagli aumenti estivi sono quasi esclusivamente le regioni montuose, come Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, dove i consumi crescono del 4% e 5%, con un rincaro medio in bolletta di appena 1 euro. “Ciò, tuttavia, non deve rappresentare necessariamente un campanello d’allarme” spiega Redi Vyshka, co-founder e COO di Switcho. “L’aumento medio nazionale in bolletta complessivo nei due mesi di caldo estivo sarebbe, infatti, di 21 euro, se consideriamo la tariffa media di mercato per l’energia elettrica. Una cifra tutto sommato abbordabile, ma è bene sottolineare che può variare di regione in regione e aumentare nel caso di famiglie con consumi superiori alla media”.

