In breve. Via libera della Cechia a due centrali nucleari e altre notizie
Praga punta a ridurre la quota di carbone; sarà adottata tecnologia coreana. Arriva una linea di credito da 200 milioni a Terna legata a obiettivi esg. Arte (Associazione reseller e trader dell’energia) interviene sulla direttiva mercato elettrico.
Nucleare ceco
Il governo della repubblica ceca
ha dato il via alla costruzione di due nuovi reattori nucleari. La repubblica ceca dispone già di una centrale nucleare che copre circa il 40% del fabbisogno energetico nazionale. Tuttavia, un altro 40% della produzione proviene da centrali a carbone, particolarmente inquinanti. L’obiettivo del governo di Praga è sostituire progressivamente il carbone con il nucleare per ottenere energia più pulita e a minor costo. Con i nuovi reattori, il Paese punta a generare dal nucleare tra il 50% e il 60% dell’energia totale entro il 2050. Il costo dei due nuovi reattori è stimato intorno ai 19 miliardi di dollari. La loro costruzione sarà affidata alla società sudcoreana Khnp, e ciascun impianto avrà una capacità di circa mille megawatt. Il governo ceco deterrà una quota dell’80% nei nuovi reattori.
Credito per Terna
Terna ha sottoscritto con Bper un credit facility agreement esg-linked per un ammontare complessivo di 200 milioni di euro. La linea di credito avrà una durata di 5 anni, con un tasso d’interesse legato anche all’andamento della performance di Terna relativamente a specifici indicatori ambientali, sociali e di governance. Terna si conferma fra i leader mondiali della sostenibilità a seguito dei risultati raggiunti nel Corporate Sustainability Assessment (CSA) 2025 di Standard&Poor’s Global. Il gruppo guidato dall’amministratrice delegata Giuseppina Di Foggia ha ottenuto un punteggio complessivo di 90/100, che lo pone in testa al settore delle utility elettriche (166 le società valutate alla data), con una crescita di sette punti rispetto al 2024 (83/100).
Il commento di Arte
È fondamentale che la riforma del mercato elettrico venga attuata garantendo un equilibrio concreto tra tutela dei consumatori, sostenibilità degli operatori e coerenza con le specificità del sistema italiano. È questo il messaggio che Arte – Associazione reseller e trader dell’energia – ha trasmesso nell’ambito dell’esame dell’atto del governo per l’attuazione della direttiva (Ue) 2024/1711. L’associazione sottolinea l’esigenza di un impianto normativo chiaro, responsabile e calibrato sugli impatti operativi che la riforma comporterà. L’associazione riconosce l’importanza del percorso di riforma avviato a livello europeo, ma avverte che la sua efficacia dipenderà dalla capacità di preservare la stabilità complessiva del sistema. Un punto cruciale riguarda i contratti a prezzo fisso, che devono garantire una tutela reale ai clienti senza mettere a rischio la sostenibilità delle imprese.


