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Carbone. Il governo spegne la centrale di Civitavecchia. Il sindacato s’infuria

where Roma when Mar, 29/07/2025 who roberto

Riserva calda per salvare lavoro, è la proposta dei lavoratori Minosse che si occupano dello scarico del carbone da Torrevaldaliga Nord. Intanto, si riaccende il dibattito sulla tenuta della rete elettrica in contesto di stress meteorologico.

Il Governo ha deciso di metteretorrevaldaliga-foto-assocarboni.jpg l’impianto di Torre Valdaliga Nord in riserva fredda. In pratica, è un sistema pronto ad entrare in funzione in caso di necessità, ma che al momento sta mantenendo una condizione di "standby" a bassa temperatura. Questo significa di fatto lo spegnimento: un duro colpo per il personale interessato – evidenziano le rappresentanze sindacali di Cgil e Usb della società Minosse, l’azienda che si occupa dello scarico del carbone per l’impianto.

 
La proposta
I sindacati –leggiamo su laprovinciacv - propongono come alternativa una soluzione più sostenibile: “Mantenere la centrale in riserva calda al minimo regime avrebbe un impatto ambientale estremamente ridotto. Al tempo stesso, questa scelta garantirebbe una rapida messa in servizio in caso di necessità e assicurerebbe stabilità alle aziende e, di conseguenza, ai lavoratori”.
Attualmente, i dipendenti stanno già affrontando un periodo difficile. “Già subiamo un taglio del 42% sugli orari di lavoro a causa della cassa integrazione. Un ridimensionamento sarebbe un colpo mortale per le nostre famiglie e per la stabilità aziendale”, denunciano i lavoratori.
La società Minosse, sottolineano, è una realtà operante in regime di mono-contratto e gestisce in esclusiva i Csu (scaricatori continui), mezzi indispensabili per lo scarico del carbone dalle navi.
“Se si perde personale specializzato, si rischia di non avere più operatori qualificati in grado di garantire questa attività critica, con gravi ripercussioni sulla logistica e sulla sicurezza degli approvvigionamenti”.
Da qui l’appello alle istituzioni affinché valutino con la massima attenzione l’impatto sociale delle decisioni assunte sul futuro della centrale. “Chiediamo alle istituzioni di trovare soluzioni che tutelino il lavoro, le competenze e la continuità operativa”, ribadiscono i rappresentanti sindacali.
 
Blackout e rete elettrica sotto pressione, l’allarme dei sindacati
A Civitavecchia, intanto, si riaccende il dibattito sulla tenuta della rete elettrica in contesto di stress meteorologico, come riportato da Civonline. Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil hanno inviato una lettera ai prefetti del Lazio, segnalando criticità legate alla gestione della rete di Enel e-distribuzione.
Secondo i sindacati, la situazione deriverebbe da una riduzione progressiva degli organici, limitata manutenzione degli impianti e ricorso sistematico a turni straordinari.
Dal 2020, le sigle denunciano “una situazione non più sostenibile”, aggravata da ondate di calore che spingono al massimo i consumi. La mancata possibilità di scioperare nel settore, sottolineano, avrebbe ridotto i margini di confronto. I rappresentanti chiedono un intervento istituzionale, evidenziando come la sicurezza energetica e la transizione verde non possano prescindere da reti adeguatamente dimensionate e presidiate.

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