Concessioni. La Provincia di Belluno va in tribunale: chiede 6 milioni all’Enel
La Provincia di Belluno si costituisce in giudizio, al fianco della Regione del Veneto che è stata trascinata davanti ai giudici del Tribunale delle Acque Pubbliche da Enel e Enel Green Power.
I grandi concessionari idroelettrici
Enel ed Enel Green Power hanno impugnato la legge regionale del Veneto che monetizza le quote di energia che devono essere date gratuitamente ai territori che ospitano impianti di produzione, ma anche i loro decreti ingiuntivi di pagamento. Ballano sei milioni di euro per la sola annualità 2023. Soldi che spettano alla Provincia di Belluno, almeno così affermerebbe una legge del 2020, e ora la Provincia si costituisce in giudizio, al fianco della Regione che è stata trascinata davanti ai giudici del Tribunale delle Acque Pubbliche. La storia la leggiamo sul Corriere delle Alpi.
In particolare, Enel Produzione contesta le ingiunzioni di pagamento per le centrali di Pelos, Forno di Zoldo, Gardona-Maè, Sovèrzene, Àgordo, Cencenighe, Sospirolo, La Stanga e Arsié; Enel Green Power ha impugnato le ordinanze di pagamento per gli impianti di Ponte Malon, Somprade, Pontesei, Quero e Arsòn.
La Provincia ha deciso di costituirsi in giudizio, e con il consiglio è stata approvata la variazione al bilancio necessaria per stanziare le risorse. La Provincia avanza 6,5 milioni per il biennio 2023/2024, mentre per il 2025 la cifra è di 2,7 milioni di euro. E questo solo per la quota fissa, che la legge ha adeguato a 40 euro per chilowattora prodotto (la precedente era di 30,28 euro).


