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Dare energia all’intelligenza artificiale. In Italia servirà il triplo di potenza

where Bergamo when Gio, 06/11/2025 who roberto

Al 2030 attesi in Italia investimenti in tecnologia IT per oltre 18 miliardi di euro e una capacità installata potenziale di 2 GW, triplicando quella attuale. Presentato lo studio Agici “Scenari di mercato dei data center: prospettive per il sistema energetico e la competitività italiana”.

Entro il 2030, il mercato italianosever-digitization-pikrepo-free_0.jpg dei data center, che dispone attualmente di circa 600 MW di capacità installata, potrebbe raggiungere i 2 GW, triplicando la potenza attuale e generando oltre 18 miliardi di euro di investimenti cumulati in tecnologie IT. Sono alcune delle evidenze emerse dal nuovo studio Agici dal titolo “Scenari di mercato dei data center: prospettive per il sistema energetico e la competitività italiana”, presentato all’Università di Bergamo. La ricerca mostra che la data economy europea è in piena espansione, con un tasso di crescita annuo dell’8%, e questo spinge gli investimenti infrastrutturali in data center nel continente, guidati dalla Germania, laddove l’area mediterranea si sta imponendo come nuova frontiera di crescita di queste infrastrutture, con Italia e Spagna protagoniste di una crescita particolarmente dinamica grazie a un contesto sempre più attrattivo per gli investitori.
 
I numeri
Secondo lo studio, attualmente nel Paese operano circa 110mila data-user companies, ovvero imprese che utilizzano analisi dati, IoT, cloud e intelligenza artificiale, con una crescita media del 3,5% all’anno. L’espansione del settore comporterà anche un forte aumento della domanda elettrica, stimata in crescita da 7 TWh nel 2024 a 20 TWh nel 2030, pari a circa il 6% dei consumi nazionali. Le ricadute economiche e occupazionali saranno rilevanti: circa 70mila occupati diretti e indiretti al 2030 e un impatto complessivo sul pil compreso tra 17 e 28 miliardi di euro, tra investimenti e valore aggiunto generato.
 
Le criticità
Nonostante lo scenario di crescita, lo studio di Agici segnala alcune criticità legate alla concentrazione geografica delle nuove infrastrutture in Italia. Nell’agosto 2025 le richieste di connessione dei data center hanno raggiunto quota 342, in aumento del +1.600% rispetto al 2020, per un totale di 55 GW di richieste di allaccio alla rete, metà delle quali localizzate in Lombardia e 7 GW solo nella città di Milano. Tale concentrazione rischia di generare squilibri sulla rete elettrica e pressioni sui prezzi zonali dell’energia. Mentre il Nord rischia la saturazione, Roma si trova in una fase di espansione e il Sud Italia, pur disponendo di infrastrutture strategiche come le landing station dei cavi sottomarini, mostra ancora un potenziale inespresso.
 
Che fare
Guardando al futuro, il rapporto di Agici individua tre direttrici d’intervento per sostenere la crescita del settore e valorizzare il potenziale della data economy nazionale. Il percorso passa dal potenziamento delle infrastrutture di connettività, dalla diffusione di competenze digitali specialistiche e dalla promozione della digitalizzazione nelle imprese e nei servizi locali. In questo quadro, risultano fondamentali una governance nazionale coordinata, una semplificazione dei processi autorizzativi e una politica industriale olistica capace di rafforzare il ruolo dell’Italia come hub europeo della transizione energetica e digitale.

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