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Ecoterrorismo. Il blackout di Berlino è stato un attentato climatico

where Berlino (Germania) when Mar, 13/01/2026 who roberto

L’attacco alla rete elettrica berlinese, rivendicato per due volte dal Vulkangruppe, viene presentato dagli autori come un’azione simbolica in nome della transizione climatica. Lasciati al buio e freddo circa 45mila utenze domestiche e oltre 2.200 imprese. Temi correlati sono il sindaco tennista e i possibili attacchi della guerra ibrida.

Non c’era un problema tecnico berlino-blackout.jpgo di rete e nemmeno un eccesso di consumo che ha provocato il tilt. A Berlino a causare l’interruzione di corrente durata giorni è stata un incendio doloso appiccato ai cavi della rete elettrica nel distretto di Steglitz-Zehlendorf: lo ha rivendicato il gruppo di estrema sinistra Vulkangruppe. L’attacco, rivendicato per due volte dal gruppo viene presentato dagli autori come un’azione simbolica in nome della transizione climatica. Una narrazione che non può nascondere la natura dell’atto: non una protesta, ma un’azione deliberata contro infrastrutture critiche, con effetti diretti sulla vita quotidiana di decine di migliaia di persone. L’attacco alla rete elettrica di Berlino ha lasciato senza corrente e riscaldamento per quasi una settimana di autentico gelo con neve e ghiaccio, circa 45mila utenze domestiche e oltre 2.200 imprese nei quartieri sud-occidentali della capitale.
 
Il governo nel mirino
Il governo tedesco è intervenuto per “condannare con forza” l’attacco. “I responsabili di questa azione hanno messo in conto rischi per tanti pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie, per anziani e famiglie con bambini”, ha affermato il portavoce del cancelliere Friedrich Merz, Sebastian Hille, sottolineando l’importanza delle indagini e del corso della giustizia. È tuttavia opinione comune che non ne sia uscito benissimo dall’emergenza: si è saputo che  il sindaco di Berlino, Kai Wegner, già bersagliato per una risposta giudicata lenta e disorganica, in piena emergenza il 3 gennaio non stava coordinando i soccorsi dall’abitazione, come invece aveva dichiarato, ma si trovava su un campo da tennis.
 
I timori per attacchi
In molti berlinesi e non solo, si interrogano che cosa potrebbe accadere oggi in presenza attacchi coordinati e simultanei in più regioni del paese, capaci di mettere sotto pressione i meccanismi di emergenza e di distribuzione delle risorse. In uno scenario del genere, leggiamo su energiaoltre.it , la gestione delle priorità tra i Länder e il coordinamento degli interventi diventerebbero fattori determinanti per limitare i danni. L’Ufficio federale per la protezione della popolazione e l’aiuto in caso di catastrofi (Bundesamt für Bevölkerungsschutz und Katastrophenhilfe, Bbk) ha confermato che anche blackout multipli rientrano nelle valutazioni di rischio. Da anni l’ente lavora su analisi preventive, esercitazioni e linee guida operative, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza e garantire la continuità dell’azione pubblica anche in contesti complessi.
Tra l’altro, dall’inizio della guerra in Ucraina, il numero di attacchi fisici alle infrastrutture energetiche è aumentato sensibilmente. Oltre ai danneggiamenti a sottostazioni, trasformatori e tralicci, sono stati segnalati episodi sospetti all’interno di strutture operative e un incremento dei sorvoli non autorizzati di droni su impianti sensibili. A questo si aggiunge la pressione sul fronte digitale, con tentativi di intrusione informatica che le aziende del settore descrivono come quotidiani.

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