Il nimby contro le bigtech. Negli Usa la protesta contro nucleare e data center
Meta, il colosso di Instagram e Whatsapp, ha acquistato energia anche nucleare per 6,6 gigawatt, una quantità pari al fabbisogno di tutto uno stato di piccoli dimensioni. E ora le popolazioni residenti temono che energia e acqua non bastino per tutti facendo così aumentare le loro bollette.
Anche le bigtech invincibili
e super milionarie dall’enorme fame di energia necessaria ad alimentare il loro business stanno cominciando ad incontrare l’opposizione delle popolazioni locali all’insediamento dei loro data center. L’ultima novità sui nimby americani riguarda Meta. Il colosso di Mark Zuckerberg, che coinvolge tra gli altri Instagram, Whatsapp e Facebook, ha deciso di stringere tre accordi per alimentare il suo nuovo data center di Prometheus, il supercluster che sorgerà a New Albany in Ohio e che promette di moltiplicare le capacità di calcolo al servizio del gruppo. L’intesa è stata raggiunta con tre aziende. si tratta di Vistra, TerraPower e Oklo. E vertono sul finanziamento di centrali nucleari già esistenti nello stesso Ohio e Pennsylvania e di alcuni progetti simili ancora in fase di sviluppo.
L’affare
Complessivamente, Meta ha acquistato energia per 6,6 gigawatt. In pratica, si tratta di una quantità pari al fabbisogno di tutto uno stato americano di piccole dimensioni. L’accordo garantirà inoltre a Meta i diritti sull’energia prodotta da altre sei unità Natrium in grado di generare 2,1 gigawatt, la cui consegna è prevista entro il 2035.
Non solo: Zuckerberg acquisterà oltre 2,1 gigawatt di energia da due centrali nucleari Vistra operative in Ohio, oltre all’energia prodotta dagli ampliamenti dei due impianti dell’Ohio e di un terzo impianto Vistra in Pennsylvania.
Infine l’accordo con Oklo, che conta guarda caso OpenAI tra i suoi maggiori investitori, contribuirà allo sviluppo di un campus energetico da 1,2 gigawatt nella contea di Pike, in Ohio, a sostegno dei data center di Meta nella regione.
Arrivano i nimby, non i politici
Ma ora i comitati nimby anche oltreoceano hanno deciso di battere un colpo. Non tanto contro le centrali nucleari ma contro i data center. Perché le strutture consumano tanta energia e talora anche tanta acqua di raffreddamento. Quindi la popolazione comincia a temere l’impennata dei costi. Se non c’è abbastanza energia per tutti è, come legge del mercato impone, facile intuire che i prezzi saliranno.
E ora il tema è diventato nazionale. E se i repubblicani con Trump, novello paladino della Silicon Valley, non fanno passi indietro. I democratici, invece, si dividono. Come riporta Politico, Bernie Sanders aveva proposto una battaglia comune per stoppare la progettazione e la costruzione di nuove cattedrali informatiche a servizio delle infrastrutture digitali. Ma i dem, per ora, hanno rigettato l’idea.


