Nimby nucleare, il Tar boccia il ricorso dei comitati per l’accesso agli atti
Secondo il Tar le proposte sulle aree potenzialmente idonee devono essere considerate solo come proposte. Ora i comitati della Tuscia puntano sul ricorso della Provincia di Viterbo.
Sono solo semplici proposte
e nulla di più. Per questo motivo il Tar ha bocciato un ricorso presentato dai movimenti e dai comitati che si battono contro la presenza di un eventuale deposito di scorie nucleari nella Tuscia e che da tempo chiedono l’accesso agli atti. Stando alla risposta dei giudici – leggiamo dal Corriere di Viterbo - sia la proposta di Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee, sia la proposta di Carta nazionale delle aree idonee devono essere considerate come proposte, aventi “carattere meramente preparatorio, prive di rilevanza esterna e relative a un segmento procedimentale in corso di completamento, non essendo ancora intervenuta da parte dei ministeri competenti l’adozione della Cnai mediante apposito decreto”.
Il ricorso della Provincia
Che siano proposte o che manchino i relativi decreti, il 21 gennaio è comunque attesa la risposta al ricorso presentato dalla Provincia. I quesiti e le richieste sono le stesse dei comitati ma, ipotizzando il non accoglimento del ricorso dei comitati, la Provincia ha posto la questione in modo diverso. Ed è a questa modifica che sono legate le speranze che la risposta possa essere di segno opposto.
Il ricorso pone l’accento su quanto sostenuto da Sogin in merito a Cnapi, Cnai e, infine, al rapporto preliminare, provvedimenti ritenuti da Sogin definitivi ma che, evidenziano i ricorrenti, non tengono conto del rapporto Vas. “Sogin – si legge nel ricorso – afferma che la Provincia potrà far valere le doglianze in sede di Vas. Tesi smentita dai fatti. Il rapporto preliminare Vas assume come dato acquisito la compatibilità nucleare delle aree, sottraendola alla valutazione ambientale”.


