Rapporto AIEE-Federmanager: il nucleare scelta strategica
Il documento affronta il tema della transizione energetica, ponendo al centro sicurezza energetica, stabilità del sistema e competitività industriale.
L’Italia importa circa tre quarti
del fabbisogno energetico, il nucleare è la scelta strategica di lungo periodo. È quanto emerge dal rapporto di Aiee e Federmanager, presentato a Roma.
Che cosa contiene
Il documento affronta il tema della transizione energetica da una prospettiva che va oltre la sola dimensione ambientale, ponendo al centro sicurezza energetica, stabilità del sistema e competitività industriale. In un contesto segnato da volatilità dei prezzi, tensioni geopolitiche e forte dipendenza dalle importazioni, il rapporto sottolinea la necessità di integrare gli obiettivi di decarbonizzazione con una visione di lungo periodo sulle tecnologie di produzione e sulle infrastrutture energetiche.
Pur riconoscendo il ruolo centrale delle fonti rinnovabili, il rapporto ne evidenzia i limiti strutturali legati all’intermittenza e ai costi di accumulo e di rete, ribadendo che la sicurezza del sistema elettrico non è una conseguenza automatica della decarbonizzazione, ma una condizione da garantire attraverso un mix tecnologico equilibrato.
Il ruolo del nucleare
In questo quadro, il nucleare viene indicato come opzione strategica da valutare con realismo, in particolare nella prospettiva del nuovo nucleare – small modular reactors (smr) e advanced modular reactors (amr) – per la loro capacità di assicurare produzione continua, basse emissioni lungo l’intero ciclo di vita e maggiore prevedibilità dei costi nel lungo periodo. L’obiettivo non è un ritorno immediato all’energia nucleare, ma avviare le politiche e le competenze necessarie per disporre di questa opzione nel medio-lungo termine.
Un approccio pragmatico viene adottato anche sull’idrogeno, considerato non come una soluzione universale ma come vettore energetico da utilizzare in modo mirato, soprattutto nei settori industriali difficili da elettrificare e per l’accumulo di lungo periodo, evitando dispersioni di risorse e aspettative irrealistiche.
Le parole di Gava e Quercioli
All’evento è intervenuta anche la viceministra all’Ambiente Vannia Gava, che ha sottolineato come "l’elevata dipendenza energetica dell’Italia renda necessario affiancare allo sviluppo delle fonti rinnovabili una strategia di lungo periodo fondata su sicurezza degli approvvigionamenti, stabilità dei prezzi e competitività del sistema produttivo". In questo quadro, ha aggiunto, nucleare e idrogeno rappresentano "due pilastri per costruire il futuro energetico dell’Italia".
"I manager – ha spiegato il presidente di Federmanager Valter Quercioli – sanno che le trasformazioni complesse richiedono visione, programmazione e stabilità delle regole. La transizione energetica è una trasformazione di questa portata e non può essere affrontata con interventi frammentari o emergenziali. Occorre costruire una strategia energetica nazionale che tenga insieme sicurezza degli approvvigionamenti, sostenibilità ambientale e competitività industriale".


