Sogin in audizione: decommissioning incompleto, ricorso a gare internazionali
Nell’ambito della raccolta pareri sui progetti di legge in materia di energia nucleare sostenibile, l’ad Artizzu ha detto che la filiera dello smaltimento è incompleta e diventa indispensabile il continuo ricorso a gare internazionali.
Le commissioni congiunte
ambiente e attività produttive della Camera proseguono nelle audizioni degli addetti ai lavori e delle organizzazioni ecologiste nell’ambito dell’esame dei progetti di legge in materia di energia nucleare sostenibile. In settimana è intervenuto l'amministratore delegato di Sogin Spa, Gian Luca Artizzu. Ecco che cosa ha detto:
Gestione rifiuti radioattivi
“La filiera italiana di aiuto al decommissioning è incompleta. Mancando in Italia inceneritori di grado nucleare e la possibilità di fondere materiali radioattivi, diventa indispensabile il continuo ricorso a gare internazionali”. È auspicabile la possibilità di definire opportuni accordi internazionali che facilitino il processo e che, ad esempio, consentano il riutilizzo di materiali che, classificati come rifiuti in Italia, possono essere trattati come materie prime seconde negli Stati che lo consentano, evitando o limitando il rientro dei rifiuti in Italia e di conseguenza i correlati costi di smaltimento”, ha aggiunto – ripreso da Public Policy.
"Per quanto riguarda i costi del decommissioning e le correlate valutazioni sull’efficienza di Sogin, i dati di benchmark indicano una situazione ben distante e opposta rispetto ai commenti di tipo qualitativo che troppo spesso vengono dati per scontati e posti alla base di ragionamenti che, dato l’errore nelle premesse, finiscono per essere errati anche nelle conclusioni. I costi di smantellamento delle nostre centrali sono in linea o inferiori a quelli di altri paesi”.


