Surprais! Arriva la centrale nucleare galleggiante. In Grecia nasce un consorzio
Abs, Core Power e Athlos Energy hanno formalizzato un consorzio con l’idea di valutare in modo coordinato le opportunità: il Mediterraneo, con le sue molteplici isole e un’elevata concentrazione di infrastrutture costiere strategiche, appare come un territorio particolarmente adatto a sperimentare soluzioni energetiche alternative.
L’idea di realizzare una centrale
nucleare galleggiante in mare aperto sta prendendo piede in Grecia. Ne scrive anche hdblog.it. Il progetto delle floating nuclear power plants (Fnpp) è stato oggetto di confronto tra aziende del settore e istituzioni durante un meeting ad Atene su quale tipo di infrastruttura possa davvero rispondere alle esigenze di sicurezza energetica delle isole e delle comunità costiere della regione. I partecipanti, tra cui rappresentanti di Core Power, Abs Hellas e Athlos Energy, hanno discusso anche delle implicazioni economiche, sociali, normative e ambientali di un’iniziativa che potrebbe cambiare il modo in cui l’energia viene prodotta e distribuita sul mare.
L’idea del consorzio
Negli ultimi mesi Abs, Core Power e Athlos Energy hanno formalizzato un consorzio con l’idea di valutare in modo coordinato le opportunità nel Mediterraneo. Il gruppo punta a capire non solo come posizionare le piattaforme energetiche nel modo più efficace, ma anche quali settori potrebbero beneficiarne di più. Le applicazioni considerate spaziano dalla fornitura di energia in aree remote fino al sostegno alle operazioni portuali e agli impianti di desalinizzazione, importanti per le comunità colpite dalla siccità.
Una parte significativa del lavoro consisterà nello sviluppo di concetti operativi originali per le future centrali galleggianti. Il consorzio renderà pubblici, attraverso un white paper di libero accesso, i primi modelli concettuali e le possibili localizzazioni, con l’obiettivo di mettere a disposizione di industrie, governi e decisori politici uno strumento utile per programmare a lungo termine.
Il Mediterraneo, con le sue molteplici isole e un’elevata concentrazione di infrastrutture costiere strategiche, appare come un territorio particolarmente adatto a sperimentare soluzioni energetiche alternative.
Opportunità e incognite
Proprio per questo è stato proposto un approccio strutturato basato su un modello Pestle (strumento strategico utilizzato per analizzare i fattori esterni che possono influenzare un'azienda, un progetto o una strategia), utile a mappare in modo sistematico gli impatti potenziali del dispiegamento di reattori nucleari su piattaforme marittime. Secondo Core Power, la Grecia si troverebbe di fronte a una rara opportunità: essere la prima nazione mediterranea a sviluppare una rete di produzione energetica offshore che, oltre a fornire elettricità stabile e a zero emissioni, potrebbe diventare un punto di riferimento regionale. Il tema non è nuovo per Abs, che già nel 2024 aveva pubblicato i requisiti tecnici più completi mai formulati per la realizzazione di centrali nucleari galleggianti. Quel documento evidenziava come molte delle tecnologie nucleari avanzate idonee a essere montate su piattaforme galleggianti si trovino ancora in una fase embrionale, ma allo stesso tempo ribadiva il potenziale del concetto modulare: un approccio che consente maggiore controllo dei costi e più flessibilità operativa, oltre alla possibilità di calibrare la potenza in base alle esigenze dei porti e delle infrastrutture costiere.
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