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Tempo di bilanci. Terna migliora nei 9 mesi tutti gli indicatori

where Roma when Mar, 18/11/2025 who roberto

I ricavi dei primi nove mesi del 2025, pari a 2.882,3 milioni di euro, registrano un aumento di 234,9 milioni di euro (+8,9%) rispetto al corrispondente periodo del 2024. Forte accelerazione degli investimenti.

Migliorano tutti i principali ternaanteprimasocial.pngindicatori economici e finanziari per Terna nei primi nove mesi dell’anno il cui cda ha esaminato e approvato i risultati al 30 settembre.
Nei primi nove mesi del 2025, circa il 42,7% del fabbisogno totale di energia elettrica in Italia è stato coperto da fonti rinnovabili; nel periodo, la richiesta di energia elettrica è stata pari a 233,3 TWh.
In tale contesto, Terna ha registrato un miglioramento dei risultati economico-finanziari, proseguendo nella forte accelerazione degli investimenti a beneficio della transizione energetica, dell’efficienza e della sicurezza del sistema elettrico, e della sicurezza energetica del Paese: nel corso dei nove mesi gli investimenti hanno superato i 2 miliardi di euro, raggiungendo il valore di 2.087,5 milioni di euro, con un incremento del 22,9% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Si segnala inoltre che l’ebitda dei primi nove mesi del 2025 ha superato i 2 miliardi di euro.
 
Il commento dell’ad
“I risultati dei nove mesi testimoniano la solidità del gruppo Terna e consentono, ancora una volta, di creare valore per i nostri azionisti, ai quali confermiamo un acconto sul dividendo in linea con la dividend policy del nostro piano Industriale”, ha dichiarato Giuseppina Di Foggia, amministratrice delegata e direttrice generale di Terna.
“Proseguiamo con impegno il nostro lavoro, consapevoli che lo sviluppo della rete di trasmissione e tutte le iniziative intraprese da Terna diano un importante contributo alla transizione energetica e alla crescita del Paese.
L’asta Macse ha rappresentato un momento determinante: l'Italia è diventata un benchmark mondiale nella gestione del mercato dello stoccaggio elettrico. Gli accumuli contribuiranno alla sicurezza del sistema elettrico, a ridurre progressivamente la dipendenza dalle fonti fossili e a contenere il costo dell’energia. Reti, rinnovabili e accumuli sono capisaldi di un sistema elettrico sostenibile, dal punto di vista economico e ambientale, nonché strumenti per raggiungere l’indipendenza energetica dell’Italia”, ha concluso l’amministratrice delegata di Terna.
 
Tutti i numeri
I ricavi dei primi nove mesi del 2025, pari a 2.882,3 milioni di euro, registrano un aumento di 234,9 milioni di euro (+8,9%) rispetto al corrispondente periodo del 2024. Tale risultato è dovuto prevalentemente alla crescita dei ricavi delle attività regolate, imputabile, in particolare, all’aumento del capitale investito riconosciuto (RAb) in ragione dell’entrata in esercizio dei nuovi investimenti, parzialmente compensato da una riduzione degli incentivi output based.
Significativo anche il contributo delle attività non regolate, trainato principalmente dall’incremento dei ricavi nel business equipment – gruppo Tamini e gruppo Brugg Cables – e nel business energy services.
Nel terzo trimestre dell’anno i ricavi sono cresciuti del 10,6% a 988,1 milioni di euro (893,0 milioni di euro nello stesso periodo dell’anno precedente).
L’ebitda (margine operativo lordo) dei primi nove mesi del 2025 si attesta a 2.026,3 milioni di euro, in crescita di 134,1 milioni di euro (+7,1%) rispetto ai 1.892,2 milioni di euro dei primi nove mesi del 2024, per il miglior risultato sia delle attività regolate sia delle attività non regolate.
Il dato dell’ebitda relativo al terzo trimestre del 2025 mostra un incremento del 5% a 666,5 milioni di euro (635,0 milioni di euro nello stesso periodo del 2024).
L’ebit (risultato operativo) del periodo, a valle di ammortamenti e svalutazioni, è pari a 1.347,8 milioni di euro, rispetto ai 1.256,8 milioni di euro dei primi nove mesi del 2024 (+7,2%).
Gli oneri finanziari netti del periodo, pari a 131,7 milioni di euro, rilevano un incremento di 26,8 milioni di euro, rispetto ai 104,9 milioni di euro dei primi nove mesi del 2024, dovuto essenzialmente all’erogazione di nuovi finanziamenti e alla riduzione dei proventi finanziari rilevati nel periodo, parzialmente compensati dai maggiori oneri finanziari capitalizzati.
Il risultato ante imposte si attesta a 1.216,1 milioni di euro, in aumento di 64,2 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2024 (+5,6%).
Le imposte del periodo sono pari a 362,4 milioni, in aumento di 23,7 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2024 (+7%), principalmente per effetto del maggior risultato ante imposte. Il tax rate si attesta pertanto al 29,8%, in crescita rispetto al dato dei primi nove mesi del 2024 (29,4%).
L’utile netto di gruppo del periodo si attesta a 852,7 milioni di euro, in crescita di 40,1 milioni di euro rispetto agli 812,6 milioni dei primi nove mesi del 2024 (+4,9%).
Nel terzo trimestre, l’utile netto di gruppo è stato pari a 265,0 milioni di euro (267,8 milioni nello stesso periodo del 2024).

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