Per tutti gli isotopi! Stop in Giappone alla centrale atomica più grande al mondo
Problemi al reattore 6 della centrale di Kashiwazaki-Kariwa. La società ha parlato di un possibile guasto nell’alimentazione del dispositivo di estrazione. Già nei giorni precedenti c’erano stati problemi.
Era ripartita dopo 15 anni il 22
gennaio scorso, 28 minuti dopo la mezzanotte, ma qualcosa è andato storto per la centrale nucleare giapponese di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande al mondo con oltre 8 GW di potenza. Così il reattore numero 6 che aveva avviato le procedure di accensione è stato arrestato, un’ora dopo, in attesa di controlli e di un nuovo avvio in data ancora non programmata.
Che cos’è successo
Il cuore del problema – ha cerca di capire La Voce - è avvenuto durante l’avvio. Durante una manovra di parziale estrazione delle barre di controllo – i “freni” che regolano la reazione a catena – si è attivato un allarme del sistema di governo e azionamento. Secondo le ricostruzioni disponibili, nel momento del segnale erano state estratte 52 delle 205 barre. La società ha parlato di un possibile guasto nell’alimentazione del dispositivo di estrazione: da qui il tentativo, senza esito, di sostituire componenti elettrici del pannello. Nessun aumento anomalo di radioattività è stato registrato al perimetro. Le operazioni sono state quindi sospese, e si è tentata la sostituzione di componenti elettrici del pannello di controllo, ma l’anomalia persisteva. A quel punto Tokyo Electric Power Company ha deciso lo spegnimento, alle ore 1,37 di venerdì 23 gennaio. Nessun impatto è stato registrato all’esterno, assicurano i tecnici.
Dopo Fukushima
L’impianto gestito dalla Tepco che doveva tornare operativo dal disastro di Fukushima del marzo 2011, aveva già subito forti resistenze locali e una serie di intoppi tecnici emersi fino all'ultimo. La decisione arriva in un contesto di crescente pressione sul profilo energetico: il governo di Tokyo punta a portare il nucleare al 20% del mix elettrico entro il 2040, contro l'8,5% dell'anno fiscale 2023-24, per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, responsabili del 70% della produzione, e arrivare alla neutralità carbonica entro il 2050, anche in vista dell'aumento dei consumi legati all'intelligenza artificiale. Sono ad oggi 13 i reattori tornati in funzione in Giappone dal 2011, tutti sottoposti a standard di sicurezza più severi. Prima dell'incidente di Fukushima erano 54 e contribuivamo a circa il 30% del fabbisogno energetico del Paese.


