Per tutti gli isotopi! La Svizzera potrebbe tornare presto a votare sul nucleare
La Svizzera riapre il dibattito dopo che gli elettori approvarono la nuova legge sull’energia che sanciva formalmente il divieto di costruire nuove centrali nucleari. La commissione ambiente vota con il Governo. I sondaggi d’opinione dicono che il parere dei cittadini è cambiato a favore dell’energia atomica.
Potrebbe essere ancora una volta
il popolo svizzero a decidere con un referendum il destino in materia nucleare. La commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio degli Stati ha appoggiato la decisione del Governo di rimuovere il divieto di nuove centrali, sancito dagli svizzeri nel 2017 e votato a favore della costruzione di nuovo reattori. La maggioranza – leggiamo sul sito della tv svizzera - è stata schiacciante: dieci a due.
Modificare la costituzione
La svolta politica annunciata si inserisce in un momento di crescente preoccupazione per la sicurezza dell’approvvigionamento energetico ed è una risposta indiretta all’iniziativa popolare “Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)”, promossa dal Club Energia Svizzera, lanciata con l’obiettivo di promettere un approvvigionamento di energia elettrica “sicuro, indipendente e pulito”. Consegnata con 129mila firme valide nel febbraio 2024, l’iniziativa chiede di modificare la costituzione per sancire che “sono ammissibili tutti i tipi di produzione di energia elettrica rispettosi del clima”, eliminando di fatto i divieti tecnologici, incluso quello sul nucleare.
Il Consiglio federale ha però deciso di opporre all’iniziativa un controprogetto indiretto. La proposta del Governo vuole promettere la sicurezza dell’elettricità a lungo termine, con una modifica della legge federale sull’energia, riaprendo alla possibilità del nucleare, senza cambiare la costituzione e mantenendo un approccio tecnologicamente neutrale. Questa decisione fu confermata dal popolo svizzero il 21 maggio 2017. Con una maggioranza del 58,2%, gli elettori approvarono la nuova legge sull’energia che sanciva formalmente il divieto di costruire nuove centrali nucleari e promuoveva efficienza energetica ed energie rinnovabili.
La possibilità del nucleare
L’abrogazione del divieto, oggi in discussione, non impone nuove centrali, ma “istituisce la possibilità” di costruirle, un margine di manovra ritenuto essenziale vista la crescita prevista dei consumi. Attualmente, la Svizzera sta procedendo con la graduale dismissione dei suoi impianti. La centrale di Mühleberg è stata spenta nel 2019. Beznau I e II dovrebbero essere spente entro il 2033, secondo la volontà del gestore Axpo.
Per le rimanenti centrali, Gösgen e Leibstadt, niente è ancora stato deciso, sebbene dovrebbero comunque chiudere attorno al 2040.
Il sondaggio
Secondo un’indagine condotta in ottobre, il 56% degli elettori svizzeri sarebbe favorevole ad autorizzare la costruzione di nuove centrali nucleari, contro un 42% di contrari. Il sondaggio segnala un mutamento nell’opinione pubblica rispetto alla votazione del 2017. La Svizzera si trova dunque a un bivio. Da un lato, la crescente domanda di elettricità e le incertezze geopolitiche spingono verso una riconsiderazione del nucleare in nome della sicurezza e dell’indipendenza. Dall’altro, pesano la decisione popolare del 2017 e i rischi economici, ambientali e di sicurezza, tutt’altro che risolti. La promessa di una battaglia referendaria da parte di verdi e ambienti antinucleari è già nell’aria.


