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L’accusa. Le piccole imprese si sentono il bancomat del caro-energia

where Roma when Lun, 17/11/2025 who roberto

La Confartigianato sostiene che i piccoli imprenditori sono chiamati a sostenere gli oneri di sistema che servono per finanziare le agevolazioni nelle bollette delle grandi aziende energivore.

Le piccole imprese italiane pmi-credit-ispi.jpgpagano 184 euro per megawattora, contro una media generale di 137 euro. Per questo motivo non possono essere considerate una specie di bancomat e la bolletta non può diventare una cartella esattoriale dove si riversano costi impropri, come quelli delle concessioni per la distribuzione elettrica. La denuncia arriva da Confartigianato, leggiamo su Ansa.
L’organizzazione sostiene che proprio i piccoli imprenditori sono chiamati a sostenere gli oneri di sistema che servono per finanziare le agevolazioni nelle bollette delle grandi aziende energivore. Ed elenca qualche cifra: una piccola impresa tessile paga 40-50 euro al MWh di oneri in bolletta, mentre una grande impresa dello stesso settore ne paga appena 3-5. “Nel solo 2024, questo meccanismo ha spostato 1,9 miliardi di euro da chi consuma meno a chi consuma di più".
Inoltre, indica ancora la Confartigianato, "i piccoli imprenditori finanziano, attraverso la bolletta, il 40% degli investimenti in energie rinnovabili. Ma, nonostante oltre 140 miliardi di euro destinati, in tredici anni, alle rinnovabili, con una copertura del 41% della produzione nazionale, i prezzi in Italia restano ben maggiori rispetto al resto d'Europa".
 
Il peso delle bollette artigiane
La Confartigianato ha calcolato che costerebbe 1,7 miliardi rendere strutturale la diminuzione del peso della bolletta sulle imprese artigiane e manifatturiere in bassa e media tensione con consumi inferiori a un milione di kWh l'anno, abbassando gli oneri da 53-44 euro al MWh a 30 euro. "Risorse che potrebbero essere rese disponibili, poiché soltanto nel primo trimestre 2025, il Gse ha trasferito 600 milioni di euro di proventi dalle aste di CO2". Chiede anche "di sostenere l'attività di Arera per vigilare sui mercati all'ingrosso, dove si sono registrati possibili rincari medi di 9 euro il MWh nel 2023 e di 8 euro il MWh nel 2024, dovuti a comportamenti di trattenimento di capacità da parte di alcuni operatori".
 
Intervenire in modo mirato
"Se vogliamo mantenere competitivo il nostro sistema produttivo - sostiene il presidente, Marco Granelli - è necessario ristabilire equilibrio ed equità nel costo dell'energia pagato dalle imprese. Oggi, grazie al Sistema Informativo Integrato, possiamo distinguere le tipologie di aziende e intervenire in modo mirato".
La Confartigianato propone un intervento strutturale per eliminare le discriminazioni tra categorie imprenditoriali, come il trasferimento dei costi per le agevolazioni agli energivori dalle bollette aziendali ai proventi derivanti dalle aste di CO2: è una misura che "adottata nel 2022 aveva permesso di ridurre significativamente il peso degli oneri per le imprese".

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