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Addio carbone? Ora è ufficiale: così arriva la metanizzazione in Sardegna

where Cagliari when Lun, 22/09/2025 who roberto

Firmato il decreto congiunto dei ministeri dell’Ambiente, delle Imprese e delle Infrastrutture. Fissate le regole del phase out che porterà alla definitiva dismissione della centrale di Portovesme. La rete verrà realizzata dalla Snam con una mezza dorsale, lavori entro il 2028. La Regione Sardegna non ha però apprezzato i correttivi al Testo unico sull’energia del governo.

Svolta in Sardegna, ora c’è il neropichetto-todde.jpg su bianco del governo: il gas naturale liquefatto (gnl) andrà a sostituire il carbone. L’isola si avvia finalmente a cambiare modello energetico, dopo lunghe attese. È stato firmato il decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri - proposto dal ministero dell’Ambiente, dal ministero delle Imprese e da quello delle Infrastrutture e dei Trasporti - che individua le opere e le infrastrutture prioritarie per superare il carbone in Sardegna. Si tratta di un passaggio cruciale nel percorso di decarbonizzazione dell’isola, in coerenza con gli obiettivi del Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec). Con la firma sono state fissate le regole del phase out, l’eliminazione graduale delle fonti fossili che porterà alla definitiva dismissione della centrale di Portovesme dopo quella di Fiume Santo.
 
Che cosa prevede
Il decreto prevede una serie di interventi strategici, dichiarati di pubblica utilità e di carattere urgente, per lo sviluppo di nuova capacità di produzione da fonti rinnovabili e per l’installazione di sistemi di accumulo energetico.
Viene inoltre potenziato il sistema delle interconnessioni elettriche, sia con la penisola sia con la Sicilia, insieme al rafforzamento della rete di trasmissione all’interno dell’isola.
 
Obiettivo metano
Per quanto riguarda il gas, viene introdotto un collegamento virtuale che garantirà la sicurezza degli approvvigionamenti grazie all’utilizzo di terminali di rigassificazione, unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione (Fsru) e reti locali, assicurando al contempo un’equità tariffaria a livello nazionale a tutela dei consumatori sardi. La rete sarà realizzata dalla Snam con una mezza dorsale anziché un’intera e si punta a completare i lavori nel 2028.
Sono queste le coordinate della metanizzazione sarda, dove il gas naturale liquefatto (gnl) andrà a sostituire il carbone.
 
Una svolta
La svolta è storica: la Sardegna si avvia a cambiare modello energetico, seppure tardivamente. "Il Governo conferma gli impegni assunti per accompagnare la transizione energetica dell’isola con infrastrutture adeguate e tempi certi. Un atto concreto che apre la strada alla decarbonizzazione dei settori industriali e alla reindustrializzazione del territorio, a partire dal Sulcis, dove resta prioritario il nostro impegno per affrontare le crisi in atto e trasformarle in opportunità", ha affermato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso.
"Il nostro obiettivo è rafforzare la sicurezza e la sostenibilità del sistema energetico della Regione, con infrastrutture integrate che ne garantiscano lo sviluppo, completando il percorso verso l’atteso superamento del carbone", ha dichiarato il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto.
 
Dubbi e speranze in Sardegna
 “Con la firma del Dpcm sulla metanizzazione, dopo una serrata trattativa interistituzionale, la Sardegna si dota finalmente dello strumento normativo propedeutico alla realizzazione dell’infrastruttura di rete per la distribuzione del gas metano, ponendo così fine al contenzioso aperto dalla giunta Solinas nei confronti dello Stato, che purtroppo ha penalizzato fortemente la nostra Isola per troppi anni. Ora dobbiamo vigilare affinché le opere possano essere realizzate nel minore tempo possibile”. Così l’assessore dell’Industria Emanuele Cani commentando la sottoscrizione del documento da parte della presidenza del Consiglio dei Ministri.  “Il Dpcm ci metterà nella condizione di utilizzare il gas metano, soprattutto a fini industriali, nella fase transitoria verso la giusta transizione energetica, garantendo una fornitura congrua e stabile a favore del sistema industriale, nonché favorendo l’utilizzo dei bacini urbani già realizzati per i quali sono state investite ingenti risorse pubbliche. L’altro elemento sostanziale contenuto nel decreto, sul quale abbiamo perseverato con convinzione, è la perequazione del prezzo del gas, che finalmente equiparerà la Sardegna e i sardi al resto del Paese”, sottolinea Cani.
“Aspettavamo da anni questo provvedimento, ora che la firma è arrivata auspichiamo che quanto prevede si trasformi immediatamente nella realizzazione delle infrastrutture necessarie per rendere fruibile il metano anche nell’Isola e agli stessi costi che nel resto d’Italia”, hanno commentato il segretario della Cgil Sardegna Fausto Durante insieme al segretario della Filctem Cgil regionale Francesco Garau. “Non c’è davvero più tempo per le attese dal momento che in questi anni il fattore energetico ha contribuito in maniera determinante a generare le diverse crisi industriali in tutta l’Isola, oltre a impedire che nuove iniziative potessero svilupparsi” hanno detto i segretari
Ma la Sardegna – leggiamo https://www.unionesarda.it/en/energi... su Unione Sarda - non ha apprezzato però l’intervento del Consiglio dei ministri che ha anche approvato i correttivi al Testo unico sull’energia che invece, in Regione, è stato gradito molto poco: “Stiamo già studiando il quadro normativo”, aggiunte l’assessore Cani, “per capire fino a quando dovremo subire questi sconfinamenti di competenze. La questione energia sarebbe di competenza regionale e anche sull’isola le frontiere (legislative) sono presidiate dai rischi di invasione”.

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