Allarme. L’intelligenza artificiale raddoppia ogni 100 giorni il consumo di energia
ChatGpt riceve circa un miliardo di richieste al giorno che corrispondono a 310 GWh all’anno. Per ridurre l’impronta energetica è stato proposto di porre ai sistemi domande più brevi e specifiche.
La domanda di energia proveniente
dall’intelligenza artificiale raddoppia ogni 100 giorni: è il dato allarmante proveniente dal vertice “AI for Good” che la scorsa settimana ha riunito a Ginevra esperti di oltre 40 istituzioni dell’Unesco.
Solo per fare un esempio, ogni richiesta inviata a ChatGpt – la popolare app di intelligenza artificiale lanciata quasi tre anni fa che ha dato il via al fenomeno globale dell’IA – consuma in media 0,34 Wh di elettricità, ovvero tra 10 e 70 volte una ricerca su Google.
ChatGpt riceve circa un miliardo di richieste al giorno che corrispondono a 310 GWh all’anno.
È stato sottolineato come il potenziale dell’intelligenza artificiale sia immenso, ma lo è altrettanto l’enorme consumo di energia. Di qui la necessità di una regolazione perché esercita una pressione crescente su sistemi energetici globali, risorse idriche e minerali critici sollevando preoccupazioni sulla sostenibilità ambientale
Le proposte
Per ridurre l’impronta energetica, l’organizzazione dell’Onu – apprendiamo dalla tv svizzera - propone di porre a questi sistemi domande più brevi e di utilizzare modelli più piccoli e più specifici che potrebbero ridurre il consumo di energia fino al 90% senza sacrificare le prestazioni. Una soluzione a cui stanno già pensando i principali attori del settore, da Google a OpenAI, lanciando piattaforme mini. Lo studio dell’Unesco sottolinea infine che sarebbe utile per la riduzione del consumo di energia dell’IA anche un taglio dei suggerimenti da 300 a 150 parole.
La questione etica
Oltre ai consumi c’è anche la questione del futuro dell’umanità. Oltre un anno fa i big della tecnologia hanno anche sottoscritto la raccomandazione dell’Unesco sull’etica dell’intelligenza artificiale impegnandosi nella protezione dei diritti umani durante la progettazione, lo sviluppo, l’acquisto, la vendita e l’utilizzo dell’IA.
Doreen Bogdan-Martin, segretaria generale dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni ha ricordato che “abbiamo già visto prototipi avanzati imparare a ingannare i progettisti per preservare i loro obiettivi: è un avvertimento agghiacciante. Il vero pericolo non è che l’IA stia eliminando l’umanità ma la corsa a dispiegarla su tutta la linea senza apprezzare appieno ciò che significa per gli esseri umani e per il nostro pianeta”.



