L’ambiente in numeri. L’Istat: ecco perché nelle città sono crollati i consumi di metano
La diminuzione nel 2023 è del 7,3% rispetto all’anno precedente e il livello si attesta a 69,4 tep per 100 abitanti, valore inferiore a quello registrato durante la pandemia (75,2). Lo afferma il nuovo rapporto Istat che fa riferimento ai dati 2023 e propone una panoramica dei risultati dell’indagine “Dati ambientali nelle città”, riferiti ai 109 Comuni capoluogo di provincia o città metropolitana per l’anno 2023.
Crollano i consumi di gas naturale
nelle città. Lo afferma il nuovo rapporto Istat che fa riferimento ai dati 2023 e propone una panoramica dei risultati dell’indagine “Dati ambientali nelle città”, riferiti ai 109 Comuni capoluogo di provincia o città metropolitana per l’anno 2023.
In questa edizione, i temi trattati sono il trasporto pubblico locale e la mobilità sostenibile, il verde urbano, la qualità dell’aria, i consumi energetici e le fonti rinnovabili, i rifiuti urbani, l’innovazione e la gestione sostenibile nelle amministrazioni. La diminuzione riguarda sia il consumo totale di energia (elettrica e da gas naturale) sia a livello nazionale, sia per l’insieme dei 109 Comuni capoluogo. Per questi ultimi la diminuzione è del 7,3% rispetto all’anno precedente e il livello si attesta a 69,4 tep (tonnellate equivalenti petrolio, cioè l’energia pari a quella contenuta in una tonnellata di petrolio) per 100 abitanti, valore inferiore a quello pandemico (75,2). Diminuisce soprattutto la componente del gas (-11,1%, da 40,7 a 36,1 tep per 100 abitanti) e in misura più contenuta quella elettrica (-2,7%, da 34,2 a 33,3).
Le cause
La flessione dei consumi complessivi è dovuta principalmente alla contrazione della domanda di gas naturale, causata dall’instabilità dei prezzi della materia prima, per effetto delle tensioni internazionali,
delle misure di contenimento dei consumi varate nel 2022 e attive fino al 31 marzo 2023, nonché a temperature medie particolarmente miti nel corso dell’anno. Questa asimmetria delle diminuzioni comporta un riequilibrio nella suddivisione dei consumi tra gas naturale ed energia elettrica e descrive la tendenza all’elettrificazione dei consumi finali.
Le zone
Nel 2023, per l’insieme dei capoluoghi, il gas naturale rappresenta il 52,1% dei consumi finali; tuttavia, risulta il valore più basso dal 2009. Tale decremento si osserva in 92 capoluoghi (39 nel Nord) scendendo
sotto il 50% in 44 città (6 nel Nord, 6 nel Centro e 32 nel Mezzogiorno).
Nelle ripartizioni geografiche, pur in presenza della stessa tendenza discendente, i livelli di consumo sono fortemente diversificati a causa delle differenti condizioni climatiche, produttive e infrastrutturali. Nei
capoluoghi del Nord-est si impiegano in totale 101,2 tep per 100 abitanti (-8,3% sul 2022) e 82,8 nel Nord-ovest (-6,9%). Nel Centro, invece, dove la riduzione è maggiore (-8,8%), il consumo medio è di
62,8 tep per 100 abitanti. Nel Sud si consumano 48,6 tep per 100 abitanti (-5,2%) e nelle Isole l’impiego scende al valore più basso (36,9 tep per 100 abitanti, -3,5%).
Per saperne di più https://www.istat.it/wp-content/uplo...



