L’amico americano. Trump chiede di togliere il suo gas dalle norme ambientali Ue
La Commissione europea ha fatto sapere che non sta prendendo in considerazione la possibilità di concedere il permesso a Washington di rimandare l'obbligo di comunicazione dei dati sulle emissioni fino ad ottobre 2035, ma anche di conformarsi alle norme Usa e di non applicare sanzioni in caso di violazione. Uno studio dell’organizzazione ambientalista Edfe.
Un nuovo macigno in materia
energetica potrebbe frapporsi presto nell’ormai complicato rapporto tra l’amministrazione statunitense e quella europea. Si parla di combustibili fossili le cui forniture sono fortemente aumentate di recente anche a causa delle pressioni della Casa Bianca. Si è saputo che l’amministrazione Trump ha chiesto all’Unione Europea di esentare fino al 2035il petrolio e il gas statunitensi dalle norme Ue sulle emissioni di metano (che è molto più potente della CO2 nel breve termine e contribuisce significativamente al riscaldamento globale). Lo si apprende da Reuters che riporta un documento ufficiale. Non solo: Il documento statunitense esorterebbe inoltre l’Unione a equiparare le leggi europee sulle emissioni di metano a quelle statunitensi (che entreranno in vigore nel 2027). In tal modo, i produttori ed esportatori statunitensi risulterebbero automaticamente conformati. In più, Trump chiede anche a Bruxelles di impegnarsi a non applicare sanzioni in caso di violazione delle norme.
In base al regolamento Ue sulla riduzione delle emissioni di metano, a partire da quest’anno gli importatori di greggio, gas naturale e carbone sono tenuti a comunicare dati sulle emissioni associate alle importazioni destinate all’Unione. Il metano è secondo solo all’anidride carbonica quanto a emissioni che riscaldano il clima.
Le minacce
Il segretario all’Energia statunitense, Chris Wright, ha affermato che sarebbe impossibile da rispettare e ha minacciato che anche gli Stati Uniti potrebbero interrompere le forniture verso l’Europa. Anche altri esportatori, come il Qatar, hanno minacciato più volte lo stop per lo stesso motivo.
Il documento governativo statunitense informa che, in assenza di un’abrogazione totale delle norme Ue sul metano, Washington chiede a Bruxelles di rimandare l’obbligo di comunicazione dei dati sulle emissioni fino ad ottobre 2035. “Il regolamento Ue sul metano rappresenta un ostacolo commerciale non tariffario che impone un onere eccessivo agli esportatori statunitensi e alle nostre relazioni commerciali“.
Neanche a dirlo, l’industria petrolifera e del gas statunitense è d’accordo a rivedere il regolamento e chiede di posticipare gli obblighi più severi che entreranno in vigore a partire dal 2027. Secondo la Camera di Commercio degli Stati Uniti, le norme europee sul metano risultano particolarmente complicate da applicare, perché i produttori sono tanti e le molecole mescolate.
La reazione di Jorgensen e le proposte di Bruxelles
Immediata la reazione da Bruxelles: la Commissione europea "non sta prendendo in considerazione la possibilità di ritirare la legislazione sul metano o di concedere un'esenzione" per gli Stati Uniti sulla normativa. Lo ha dichiarato il commissario Ue all'energia, Dan Jorgensen, in un punto stampa a margine del Consiglio Ue Energia a Bruxelles. Il commissario ha confermato di aver ricevuto il documento e di "essere in dialogo con il governo degli Stati Uniti". Ha poi assicurato che gli Stati Uniti, "come tutti gli altri Paesi da cui importiamo combustibili fossili, saranno soggetti al regolamento sul metano. La legislazione rimarrà in vigore".
L’altra settimana, come conferma un documento condiviso con i Governi membri dell’Ue, la Commissione aveva offerto due percorsi possibili per aiutare le imprese a conformarsi al regolamento, in riferimento a quei casi in cui l’origine del gas sia difficile da tracciare. Questa agevolazione potrebbe applicarsi al gas naturale liquefatto in arrivo dagli Stati Uniti perché ciascuna spedizione contiene fonti miste provenienti da giacimenti diversi. Una prima opzione consentirebbe alle aziende di conformarsi utilizzando certificati acquistati da un verificatore terzo, responsabile di assegnare al gas importato un valore di emissione in base al luogo di produzione.
La seconda opzione assegnerebbe invece ai volumi di carburante un ID digitale, da allegare a tutti i contratti di vendita e acquisto durante il percorso dal produttore all’acquirente finale. Queste possibili modifiche alle norme non cambiano i requisiti principali del regolamento, che diventerà via via più rigido. Dal 2027 gli importatori europei dovranno dimostrare di effettuare ordini da produttori che adottano criteri di verifica e trasparenza equivalenti a quelle stabilite nel regolamento.
Lo studio di Edfe sul regolamento Ue metano
Intanto, l’Environmental Defense Fund Europe ha pubblicato una nuova analisi di Rystad Energy che dimostra come il regolamento dell’Ue sul metano sia uno strumento strategico per rafforzare la sicurezza energetica dell'Europa e accelerare il suo distacco dai combustibili fossili russi. I risultati mostrano che il regolamento non solo è compatibile con la sicurezza energetica ma contribuisce anche a rendere il sistema energetico più sicuro e indipendente, favorendo una maggiore trasparenza, resilienza e allineamento con gli obiettivi climatici del panorama energetico europeo. Secondo Rystad Energy, l'offerta globale di gnl è destinata a crescere di circa il 4% all'anno, creando un eccesso di offerta dal 2028 al 2032. Ciò consente all’Ue di richiedere maggiore trasparenza e prestazioni ambientali ai fornitori senza compromettere l'accesso al gas.



