Arera, il governo rinvia le nomine a fine anno. Le opposizioni insorgono
Per le opposizioni la maggioranza è paralizzata da veti incrociati e appetiti per le nomine: non sono stati in grado di rispettare una scadenza nota da sette anni. Ora i cinque commissari non bastano e si parla di allargare il vertice a sette, per dare spazio a correnti, movimenti e raggruppamenti ancora più variegati di maggioranza e opposizione.
La Camera ha approvato la
legge per rinviare a fine anno le nomine dell’Arera. Una decisione che ha scatenato la bagarre a Montecitorio con le opposizioni che denunciano l’incapacità della maggioranza di decidere. Il punto, per le minoranze, è uno solo: il Governo e la sua maggioranza, paralizzati da veti incrociati e appetiti per le nomine, non sono stati in grado di rispettare una scadenza nota da sette anni.
In origine il vertice dell’Autorità dell’energia era composto da sole tre persone, presidente e due commissari. Poi per le solite logiche di spartizione di seggiole e poltrone la commissione di vertice è stata allargata a cinque componenti. Ora i cinque non bastano e si parla di allargare a sette, per dare spazio a correnti, movimenti e raggruppamenti ancora più variegati di maggioranza e opposizione. Diversi i nomi candidati per il vertice, alcuni di sicura competenza e altri di sicura incompetenza.
Due articoli
Due soli gli articoli del provvedimento: l’articolo 1, modificato in sede referente, dispone la proroga della durata in carica dei componenti dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera), fino alla nomina dei nuovi componenti e comunque non oltre il 31 dicembre 2025.
Degli atti di ordinaria amministrazione, nonché di quelli indifferibili e urgenti, Arera darà conto alle Camere con una relazione da trasmettere al termine del mandato così prorogato. L’articolo 1 prevede, al comma 1, che i componenti dell’Arera, nominati con D.P.R. 9 agosto 2018, continuino ad esercitare le funzioni oltre la scadenza naturale del mandato, fino alla nomina dei nuovi componenti e comunque non oltre il 31 dicembre 2025. I poteri sono limitati agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti.
La difesa del Governo
La versione del Governo, affidata agli interventi della relatrice Martina Semenzato e del deputato di Fratelli d’Italia Fabio Pietrella, parla di un atto di pura responsabilità istituzionale. “Qualcuno ha già provato a leggere questa proroga come una difficoltà politica della maggioranza o come un ritardo nelle nomine, ma la verità è un’altra”, ha scandito Pietrella. La scelta di rinviare le nomine, secondo la maggioranza, nasce da una riflessione di merito e non da logiche di spartizione. Con la nuova normativa europea sul mercato elettrico che ridisegna le competenze delle autorità nazionali, sarebbe stato irresponsabile procedere con nomine definitive”. Dunque, una mossa di serietà per garantire che la nuova Arera sia all’altezza delle sfide future, e non un segnale di debolezza.
L’accusa delle opposizioni
Le opposizioni hanno usato invece parole durissime. Per Mauro Del Barba di Italia Viva il decreto rappresenta una “palese e grave ammissione di fallimento politico e istituzionale”. Filiberto Zaratti di Alleanza Verdi e Sinistra ha rincarato la dose: “Questo misura la vostra incapacità di governare un Paese complesso come l’Italia. Non è che tutte le volte che c’è un litigio all’interno della maggioranza si fa un decreto-legge”. Antonio Ferrara del Movimento 5 Stelle ha parlato di “confessione pubblica di ritardo”, mentre per Antonio D’Alessio di Azione si tratta di una “grave inefficienza”. Il punto, per le minoranze, è uno solo: il Governo e la sua maggioranza, paralizzati da veti incrociati e appetiti per le nomine, non sono stati in grado di rispettare una scadenza nota da sette anni.
Per saperne di più: https://documenti.camera.it/leg19/do....
https://ageei.eu/arera-la-camera-app...



