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In breve. Un giacimento nel Mare del Nord, Chevron in Uruguay e altre notizie

where Milano when Lun, 09/02/2026 who roberto

Potrebbe valere più di un miliardo la nuova scoperta nel Mare del Nord. L’annuncio del ministro dell’ambiente uruguaiano: riprenderanno le ricerche in mare. In Kazakhstan, riprende la produzione a Tengiz. Un’interrogazione della consigliera FdI di Lugo di Romagna sullo stoccaggio di gas di San Potito.

Mare del Nord
Una straordinaria scoperta di tengiz.jpgun nuovo giacimento di gas e condensati nel Mare del Nord potrebbe valere più di 1 miliardo di dollari, rilanciando l’importanza strategica dell’energia offshore per l’Europa e stimolando investimenti nel settore petrolifero e del gas. Secondo le prime informazioni disponibili, il giacimento si trova nella porzione nordorientale del Mare del Nord, una delle aree più prolifiche per l’industria petrolifera offshore in Europa. La presenza sia di gas naturale sia di condensati — idrocarburi liquidi di elevata qualità — aumenta il valore commerciale del ritrovamento.
 
Chevron in Uruguay
La compagnia statunitense Chevron avvierà a marzo le attività di prospezione dei giacimenti petroliferi in alto mare al largo dell'Uruguay. Lo ha annunciato il ministro ad interim dell'Ambiente, Oscar Caputti, precisando che l'inizio dei lavori è stato definito dopo la presentazione dei progetti, l'ottenimento dei permessi necessari e il completamento degli studi di impatto ambientale. Secondo quanto riferito dal ministro ai media, le attrezzature necessarie per le operazioni offshore dovrebbero arrivare nel Paese già a febbraio.
 
La produzione a Tengiz
Il Kazakistan ha ripreso la produzione di petrolio nel grande giacimento di Tengiz, dopo la sospensione decisa a metà gennaio per motivi di sicurezza. Lo ha annunciato il ministero dell’Energia. Al momento sono attivi cinque pozzi e sono in corso i preparativi per la messa in funzione di un’ulteriore stazione di misurazione. Il 26 gennaio era già entrato in funzione l’impianto di seconda generazione, alimentato con materie prime provenienti dal vicino giacimento di Korolev.
 
Lo stoccaggio di San Potito
La consigliera comunale di Lugo di Ravenna Daniela Capucci (Fratelli d’Italia) ha presentato un’interrogazione alla Giunta municipale per richiedere un aggiornamento dettagliato sulle attività di monitoraggio svolte nel sito di stoccaggio gas di San Potito nel corso del 2025 e nelle settimane successive agli eventi sismici del 13 gennaio 2026. L’interrogazione nasce, scrivono "dall’esigenza di fare chiarezza sul funzionamento dei sistemi di sorveglianza introdotti che disciplina il controllo della sismicità indotta, delle pressioni di poro del giacimento e delle deformazioni del suolo. Tali strumenti sono diventati più rilevanti dopo il subentro di Stogit, società del gruppo Snam, che dal marzo 2025 gestisce il sito nell’ambito del potenziamento delle capacità di stoccaggio in regime di sovrappressione".

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