Il commissario Jorgensen non vuole il gas di Trump e il leghista si arrabbia
Per il commissario socialista servono più rinnovabili e nucleare. Critiche arrivano dal leghista e coordinatore Ue dei “patrioti” Paolo Borchia, secondo il quale dire no a russi e americani significa non avere una visione.
Va bene che l’Unione europea non
è considerata “la patria” per i nazionalisti, eppure fa pensare il fatto che l’idea molto autarchica del socialista e commissario Ue Dan Jorgesen– ovvero più rinnovabili e nucleare fatti in casa, meno gas da fuori – possa essere avversata dai sedicenti “patrioti” che invece di essere a favore delle risorse energetiche proprie fanno il tifo per quelle di potenze estere. Ma è quello che sembra emergere dal dibattito seguito alle dichiarazioni del commissario all’energia, dichiarazioni che parrebbero chiudere le porte a Trump (oltre che a Putin).
Che cos’è successo
In un’intervista al quotidiano La Repubblica, Jorgensen ha ribadito l'impegno dell'Unione Europea nel ridurre la dipendenza energetica dall'estero, in particolare dagli Stati Uniti, puntando su fonti rinnovabili e sul nucleare per contenere i costi e rafforzare la sicurezza energetica.
Secondo quanto dichiarato da Jorgensen, il traguardo del 42,5% di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030 è realistico e a portata di mano.
Guardando più in avanti, l’obiettivo al 2050 è chiaro: abbandonare quasi del tutto l’uso dei combustibili fossili, con l’eccezione di piccole quantità residue eventualmente presenti negli stoccaggi strategici. L’Europa, ha spiegato il commissario, può e deve diventare autonoma nella gestione dell’energia, trasformando la transizione verde in una leva di sviluppo, innovazione e competitività.
Le critiche dei leghisti
Ma ecco la replica. “Dire no sia a gas russo che a gnl americano, senza fornire alternative immediatamente praticabili, significa non avere una visione chiara del futuro energetico dell’Ue. Contraddizioni ed errori di stima grossolani: il commissario Jorgensen è riuscito, in una sola intervista, a condensare tutte le numerose scelte sbagliate che Bruxelles ha commesso su energia e clima negli ultimi anni”. Così Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo e coordinatore dei Patrioti in commissione Itre, commenta le dichiarazioni del commissario socialista danese Dan Jorgensen. A parere di Borchia è molto negativo il fatto che il commissario non si renda conto che l’intermittenza e la non programmabilità delle rinnovabili “non possano essere superate unicamente con sistemi di accumulo, soprattutto alla luce della cervellotica ostinazione con cui l’Ue vuole mantenere il divieto di vendita delle auto a motore endotermico dal 2035. Una misura che farà impennare la domanda di energia elettrica in modo del tutto insostenibile”.



