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Consumi elettrici stabili nel 2025. Male l’idroelettrico, bene gli energivori

where Roma when Lun, 26/01/2026 who roberto

Secondo le rilevazioni di Terna sono positivi i settori della siderurgia, meccanica, cemento calce e gesso e alimentari; la sostanziale stabilità delle fonti rinnovabili ha determinato un aumento del 4,6% della fonte termoelettrica.

Sono rimasti stabili nel 2025eninfograficaconsumi2025orizzontale.jpg i consumi elettrici rispetto a un anno fa e sono state pari a 311,3 TWh; le fonti rinnovabili hanno coperto il 41%, un punto percentuale in meno del 2024, a causa del calo della produzione idroelettrica: è in estrema sintesi quanto rilevato da Terna nel bilancio di fabbisogno elettrico l’anno scorso del nostro Paese.
 
Due velocità
Il dato è caratterizzato da un andamento a due velocità: una prima parte dell’anno con variazioni tendenziali negative, seguita da una seconda parte in ripresa anche grazie alla crescita dei consumi industriali.
Infatti, l’indice Imcei (indice mensile dei consumi elettrici industriali) elaborato da Terna, che prende in esame i consumi industriali di circa mille imprese energìvore allacciate direttamente alla rete di alta tensione, è stato caratterizzato da una ripresa nella seconda parte dell’anno che, nonostante un calo nei primi mesi, ha consentito di chiudere l’intero 2025 in leggera flessione (-0,7%).
 
Settore per settore
In particolare, nel 2025, positivi i settori della siderurgia, meccanica, cemento calce e gesso e alimentari; in flessione metalli non ferrosi, chimica, mezzi di trasporto, cartaria e ceramiche e vetrarie. I primi dieci mesi dell’anno appena concluso mostrano una crescita dell’indice Imser (indice mensile dei servizi), che Terna pubblica sulla base dei dati dei consumi elettrici mensili forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione (E-Distribuzione, Unareti, A-Reti, Edyna e Deval), e che viene presentato in differita di due mesi rispetto ai dati dei consumi elettrici industriali, pari al +2,6%. A livello territoriale la variazione della domanda elettrica è risultata pari a +0,1% al Nord, -0,4% al Centro e -0,7% al Sud e nelle Isole.
 
Aumenta il termoelettrico
Terna spiega che la domanda di energia elettrica italiana nel 2025 è stata soddisfatta per l’84,9% con produzione nazionale e per la quota restante (15,1%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. La produzione nazionale netta (268 miliardi di kWh) è in aumento del 2% rispetto al 2024. Il saldo netto con l’estero registra una flessione del -8,1% come conseguenza di un calo dell’import e di una stazionarietà dell’export. L’effetto combinato della riduzione delle importazioni dai paesi confinanti e della sostanziale stabilità delle fonti rinnovabili ha determinato un aumento del 4,6% della fonte termoelettrica. Continua infine la flessione della produzione da carbone che nel 2025 si è ridotta di un altro 13,5%.

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