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Crolla in gennaio la domanda italiana di petrolio. Sorpresa: ribassa il gasolio

where Roma when Lun, 23/02/2026 who roberto

Crescita massima di consumi per la benzina: +6%, il gennaio più alto dal 2012, mentre rallenta la domanda di gasolio motori (-3,2%) e cresce moderatamente il jet fuel (+0,6%). In calo bitumi (-5%) e gpl autotrazione (-6,3%). Prezzi in discesa nonostante le nuove accise: gasolio meno caro di dicembre pur con tassazione più alta.

Nel gennaio 2026 le vendite al mercatocarburanti.jpg italiano dei prodotti petroliferi si attestano a circa 3,7 milioni di tonnellate, in calo del 5,2% rispetto allo stesso mese del 2025 (- 202mila tonnellate). Il dato, rivela l’aggiornamento di Unem, è fortemente influenzato dalla persistente crisi della petrolchimica, che rappresenta il 75% della riduzione delle vendite nazionali. Nei prodotti destinati alla mobilità emerge, invece, un quadro diversificato: benzina in forte crescita, gasolio e gpl autotrazione in contrazione, bunker stabile e jet fuel ancora in terreno positivo.
 
Chi sale e chi scende
Più nel dettaglio, la benzina in gennaio rafforza il trend positivo, registrando un progresso del 6% (+39mila tonnellate). Il gasolio motori segna invece una diminuzione del 3,2% (-56mila tonnellate), con un andamento leggermente migliore sulla rete (-2,3%) rispetto all’extrarete (-4,2%). Ancora in calo il gpl autotrazione (-6,3%, -8mila tonnellate). Nel complesso i carburanti stradali segnano una contrazione dell’1%, legata a un giorno lavorativo in meno (-25mila tonnellate), e non compensano il calo degli altri comparti industriali. Il jet fuel cresce ancora, anche se in misura molto moderata (+0,6%, +2mila tonnellate), facendo tuttavia segnare il gennaio con i volumi mensili più alti degli ultimi sei anni. Il bunker marina rimane sostanzialmente stabile (-0,7%, -1mila tonnellate), rafforzando però il progressivo spostamento dei volumi dall’olio combustibile (-30,4%) al gasolio (+97,2%) (per l’applicazione dal 1° maggio scorso delle norme ambientali derivanti dal passaggio del Mar Mediterraneo ad un’area Seca). Ottavo incremento consecutivo per i lubrificanti, indicatore anticipatore per eccellenza dell’andamento della produzione industriale, cresciuti dello 0,7% (+200 tonnellate), con il canale motori che ha fatto segnare un -0,7%, mentre quello industria un +2%.
Dopo quattro mesi consecutivi di aumenti, frenano i bitumi (-5%, -4mila tonnellate), soprattutto a causa di un mese di gennaio particolarmente piovoso. Per quanto riguarda i consumi petroliferi totali, che comprendono anche le attività industriali, a gennaio sono stati pari a circa 4,1 milioni di tonnellate (-5,5%, -240mila tonnellate) su cui ha comunque inciso il trend negativo della petrolchimica (-70,4%, -157mila tonnellate).
 
Prezzi
Nel mese di gennaio i prezzi al consumo dei carburanti hanno riflesso l’allineamento delle accise tra gasolio e benzina. L’aumento sul gasolio è stato comunque assorbito senza particolari scossoni grazie alla discesa delle quotazioni internazionali. In particolare, nonostante una componente fiscale maggiore di circa 5 centesimi al litro, il gasolio a gennaio in media è risultato più basso di 1,2 centesimi al litro rispetto a dicembre attestandosi a 1,657 euro. La benzina a gennaio ha invece ceduto circa 7 centesimi, chiudendo in media a 1,638 euro il litro.
A livello di prezzo industriale (al netto delle tasse), sia la benzina che il gasolio aumentano il divario con la media dell’area euro, con prezzi mediamente inferiori di 4 centesimi al litro.

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