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Il crollo della petrolchimica taglia i consumi petroliferi italiani

where Roma when Lun, 22/12/2025 who roberto

Nella riduzione della domanda italiana di novembre pesano soprattutto la riduzione strutturale della petrolchimica e lo spostamento dei consumi delle navi dall’olio combustibile verso il gasolio. Un primato di crescita per il carburante degli aerei, positivi lubrificanti, bitumi e gpl auto. I dati Unem.

Sono diminuiti i consumi petroliferibenzinaio-flickr.jpg in novembre: meno 180mila tonnellate, -4,4% rispetto allo stesso mese di un anno fa. Ha pesato per oltre il 65% sul calo totale soprattutto la petrolchimica, con una riduzione di 117mila tonnellate. Male anche il bunker marina, che diminuisce del 13,8% (-26mila tonnellate), e il gasolio motori (-0,8%, -14mila tonnellate). Nel caso del bunker, il calo mostra lo spostamento continuo dei consumi dal vecchio olio combustibile (-33,8%) verso il più raffinato gasolio (+35,4%) per l’applicazione dal 1° maggio scorso delle norme ambientali derivanti dal passaggio del Mar Mediterraneo a un’area Seca a basse emissioni navali.
Tuttavia le altre voci sono positive. La benzina venduta sulla rete si conferma sui livelli massimi dal 2011, il cherosene per aerei spunta un altro dato positivo (+0,6%, +2mila tonnellate) segnando un record assoluto per il mese di novembre (quello storico è fermo al luglio 2025).
Il gpl autotrazione cresce per il terzo mese consecutivo (+3,2%, +4mila tonnellate).
Ottavo incremento consecutivo per i lubrificanti, indicatore anticipatore per eccellenza dell’andamento della produzione industriale, cresciuti del 3,6%%, (+1.200 tonnellate), con il canale motori che ha fatto segnare un +1,1%, mentre quello industria un +6,3%.
Conferma anche per i bitumi, cresciuti del 3,1% grazie a un mese poco piovoso che ha favorito lo svolgimento delle asfaltature, delle attività di manutenzione e delle bitumazioni dei tetti senza troppe interruzioni.
 
I prezzi
Nel mese di novembre i prezzi al consumo della benzina in media sono stati pari a 1,718 euro al litro, mentre quelli del gasolio a 1,68, sostanzialmente in linea con l’andamento rialzista dei mercati internazionali nella prima parte di novembre, effetto delle tensioni derivanti dal conflitto russo-ucraino che hanno limitato l’offerta, in particolare di gasolio, ma con una rinnovata tendenza al ribasso iniziata nell’ultima parte del mese di novembre e ancora in atto.
A livello di prezzo industriale (al netto delle tasse), sia la benzina che il gasolio si restano inferiori di 2,6 centesimi al litro rispetto alla media dell’area euro.
 
I primi 11 mesi
Relativamente ai primi undici mesi del 2025, le vendite al mercato nazionale sono state pari a circa 46,7 milioni di tonnellate, con un calo del 2,9% (-1,4 milioni di rispetto allo stesso periodo del 2024, anche effetto di un calendario con tre giorni lavorativi in meno. In particolare, si rafforzano i consumi totali di benzina, che hanno sfiorato gli 8,2 milioni di tonnellate (+3,6%, +282mila tonnellate), e quelli del jet fuel, vicini ai 4,7 milioni di tonnellate (+2,3%, +107mila tonnellate), a fronte di un calo del gasolio totale (-1, 4%, -330mila tonnellate), quasi interamente dovuto al solo gasolio motori. Lieve progresso per i lubrificanti (+1,4%) e il gpl (+1,3%). Bitumi sostanzialmente stabili (-0,7%). Quanto ai consumi petroliferi totali, pari nei undici mesi a circa 51,5 milioni di tonnellate, la flessione è stata del 3,2% (-1,7 milioni di tonnellate) rispetto allo stesso periodo 2024, dovuto al forte calo della petrolchimica netta (-947mila tonnellate) che da sola pesa per il 56% del calo, seguita dal parimenti rilevante calo dei bunkeraggi che complessivamente perdono 439mila tonnellate (-26%).

immagini
benzinaio-flickr