Ecco che cosa dice sui biocarburanti l’Osservatorio neutralità tecnologica
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il position paper dell’ Osservatorio per la neutralità tecnologica nei trasporti – che riunisce Ngv Italy, Unem, Confartigianato Trasporti e Federauto - in cui rende nota la posizione sulla questione “neutralità tecnologica” già al centro delle decisioni del recente Consiglio dei Ministri dell’Ambiente.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
il position paper dell’ Osservatorio per la neutralità tecnologica nei trasporti – che riunisce Ngv Italy, Unem, Confartigianato Trasporti e Federauto - in cui rende nota la posizione sulla questione “neutralità tecnologica” già al centro delle decisioni del recente Consiglio dei Ministri dell’Ambiente. Ecco il documento.
L’elaborazione strategica della Commissione Ue ha introdotto il concetto di “neutralità tecnologica” nel documento di “Action Plan on the future of the Automotive sector” e nei successivi step delle iniziative di “Strategic Dialogue” con i maggiori stakeholder del settore. L’ “Osservatorio per la Neutralità Tecnologica nei trasporti” intende mettere in evidenza l’importanza dei successivi passi di sviluppo per un profilo di natura normativa e ricaduta effettiva sul mercato del concetto di “neutralità tecnologica”. Il Consiglio dei Ministri dell’Ambiente Europei ha formalizzato nell’incontro del 7-8 novembre scorsi - una risoluzione che individua nei Biofuels generati da fonti energetiche rinnovabili e definiti come “zero and low carbon”, tra i vettori energetici in grado di contribuire concretamente alla decarbonizzazione del sistema dei trasporti su strada.
Evoluzione normativa
L’Osservatorio considera molto positivamente la risoluzione approvata dal Consiglio dei Ministri dell’Ambiente e richiede che la stessa risoluzione sia tempestivamente approvata dalla Commissione UE, coerentemente a quanto ufficialmente dichiarato nello specifico dalla stessa presidente Ursula Von Der Leyen. La ricaduta sul piano della elaborazione normativa, in particolare nell’iter di revisione dei Regolamenti Eu/2023/851 e Eu/2024/1610 sui target di emissione della CO2 per LDV e HDV, consiste inevitabilmente nella modifica della metodologia di calcolo adottato dalla attuale regolamentazione, che si limita alle emissioni al tailpipe (ciclo “Tank-to-Wheel”). Si tratterà quindi di allineare tale normativa alla logica di calcolo già utilizzata nei maggiori strumenti normativi europei attualmente in vigore, in particolare la Direttiva RED III, il Pacchetto ESG ed il Regolamento ETS2. Tali regolamenti infatti considerano le emissioni secondo criteri molto più pertinenti per il conseguimento dei target di decarbonizzazione, come il Ciclo “Well-to-Wheel” e il Ciclo “Life-Cycle-Assessment”, che tengono in considerazione il mix di generazione dell’energia, in relazione alle diverse fonti di origine dei vettori energetici, e il carbon footprint dei veicoli. A questo fine, l’Osservatorio suggerisce di calcolare – anche mediante il ricorso ad un “Carbon Correction Factor” - la quota di riduzione delle emissioni dei carburanti rinnovabili sulla base dei valori di beneficio riportati negli Allegati tecnici della Direttiva RED III, che quantificano con chiarezza il contributo alla decarbonizzazione per ciascun vettore da fonte rinnovabile – inclusi Biofuels e Biometano Avanzato. E’ quindi determinante che nei Regolamenti che saranno revisionati tra il 2026 e il 2027 sui target di emissione della CO2 per i LDV e gli HDV, i carburanti “zero and low carbon” siano inclusi nella determinazione delle quote di riduzione delle emissioni alle scadenze temporali previste, ferma restando la definizione di procedure sempre più efficienti per le garanzie di origine dei Biofuels.
Next Step
L’ “Osservatorio per la Neutralità Tecnologica nei trasporti” auspica che l’annunciata anticipazione di un anno da parte della Commissione UE dell’iter di revisione, sia del Regolamento EU/2023/851 (target CO2 LDV) che del Regolamento EU/2024/1610 (target CO2 HDV), si concretizzi prima possibile, per garantire a tutta la filiera dell’Automotive europeo normative non penalizzanti per la competitivà e sopravvivenza dell’intero comparto. L’Osservatorio individua come prossimo passo cruciale della Commissione UE il rispetto dei contenuti previsti nell’art. 1.18.b del Reg. EU/2024/1610, in materia di valorizzazione dei carburanti rinnovabili con particolare (ma non esclusivo) riferimento al comparto HDV. Si invitano pertanto gli stakeholder istituzionali italiani a sollecitare la Commissione UE ad elaborare entro il 2025 il Report in materia di valorizzazione dei Biofuels e del Biogas per il trasporto su strada, previsto dal Regolamento e a presentarlo tempestivamente al Parlamento Europeo e al Consiglio EU, ai sensi dell’art. 1.18.b del Reg EU/2024/1610. Si tratta di uno step indispensabile per allineare l’intero impianto normativo del nuovo pacchetto “Clean Deal Industry”, che dovrà prevedere una revisione in senso più razionale ed allineato alle dinamiche del mercato europeo dell’Automotive e in linea con il principio di “neutralità tecnologica” evocato da tutti i recenti documenti formali delle Istituzioni UE e con la valorizzazione di tutte le tecnologie da classificare come pillar per il conseguimento dei target di decarbonizzazione.



