torna alla home
Visitaci anche su:

Notiziario ambiente energia on-line dal 1999

Ecco il decreto taglia-bollette. Ti dico due motivi per cui non le taglierà

where Roma when Lun, 16/02/2026 who roberto

Non funzionerà mai perché molti produttori elettrici hanno la cattiva abitudine di non trasferire sui consumatori i ribassi dei costi e la Commissione europea non potrà mai autorizzare un aiuto di Stato.
di Pepi Katona

Nella bozza attuale del decretorincaro-bollette.jpg bollette, o decreto energia, in discussione al Consiglio dei ministri di mercoledì lo strumento principale per fare scendere le bollette è uno strumento che non funzionerà mai. Non funzionerà mai perché si tratta di un rimborso che verrà dato (ottenendo i fondi non attraverso un rincaro delle bollette bensì dalla contabilità generale dello Stato, cioè sempre da noi) ai produttori termoelettrici per rimborsarli in parte del costo delle quote ets per la CO2 emessa. In questo modo - questo l'obiettivo del decreto - i produttori elettrici avranno costi di produzione più bassi e di conseguenza proporranno alla borsa elettrica prezzi più bassi. Perché non funzionerà mai (questa valutazione si basa sulle bozze circolate in questi giorni suscettibili di cambiamenti in consiglio dei ministri)? Per due motivi.

 
Il primo motivo
Il primo motivo è che - come ha dimostrato nel 2025 l'indagine di Arera sul cosiddetto "trattenimento" - molti produttori elettrici hanno l’abitudine di voler alzare quanto più possibile i margini e i prezzi di vendita tenendo quanto più bassi possibile i costi di produzione. Legittimo funzionamento del mercato. Però l’indagine aveva mostrato che quando i costi per produrre corrente elettrica si riducono, il più delle volte - attraverso meccanismi di distorsione del mercato - in passato diverse società elettriche hanno giocato per alzare i prezzi di vendita, a scapito dei consumatori.
Quindi: se rimborsando i costi sostenuti per le emissioni di CO2 scendono i costi per produrre elettricità, quanta parte di questa discesa dei costi verrà internalizzata dalle aziende produttrici di elettricità e quanta parte invece sarà trasferita sul prezzo all'ingrosso?
 
Il secondo motivo
Il secondo motivo per cui non funzionerà si chiama Europa. La Commissione europea potrà mai autorizzare un aiuto di Stato basato sulla riduzione di una tassa ambientale che fa parte della politica centrale dell'unione europea? La Commissione potrà mai autorizzare un aiuto di Stato per la sola Italia senza che subito gli altri paesi facciano altrettanto e chiedano la stessa cosa?
 
Federacciai
Non a caso, in settimana è intervenuto con un comunicato il presidente della Federacciai, Tonino Gozzi. “La discussione aperta dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in sede europea sul funzionamento del sistema ETS segna un passaggio importante. Per il nostro Paese, in cui a differenza del resto d’Europa la generazione a gas naturale rappresenta la principale tecnologia di produzione di energia elettrica, la distorsione del sistema ETS è particolarmente rilevante. La specificità del nostro mix produttivo, in combinato all’applicazione del sistema ETS voluto a Bruxelles, ha portato ad avere in Italia il prezzo più alto d’Europa per troppo tempo, costringendo il Governo a dover definire strumenti di protezione per i consumatori altamente energivori, che sono totalmente esposti all'insostenibile differenziale di prezzo con le aziende energivore francesi e tedesche. Ora che il tema è formalmente aperto a livello comunitario, sarà fondamentale seguire il dossier con continuità e attenzione, nell’interesse della competitività del Paese e della coerenza delle politiche energetiche europee.”

immagini
rincaro-bollette