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Eni. Via libera alla nuova bioraffineria a Sannazzaro. Vendesi giacimento

where Pavia when Lun, 29/09/2025 who roberto

L’impianto avrà la capacità produttiva di 550mila tonnellate l’anno. La bioraffineria si affianca a quella già attiva senza sostituirla. Eni ha annunciato il perfezionamento della cessione a Vitol di una partecipazione del 30% nel progetto Baleine in Costa d’Avorio. Il primo ministro egiziano Mustafa Kemal Madbouly ha incontrato Guido Brusco.

Eni annuncia di aver ottenutobioraffineria-eni.jpg il via libera dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e avviato l’iter autorizzativo per la conversione di alcune unità della raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia) in bioraffineria.
 
Che cosa prevede il progetto
Il progetto, per il quale è stata presentata l’istanza di valutazione di impatto ambientale (Via), prevede la conversione dell’impianto hydrocracker (HDC2) mediante la tecnologia Ecofining, la costruzione di un impianto per il pretrattamento degli scarti e residui che sono la carica prevalente con cui Enilive produce i biocarburanti Hvo. L’idrogeno necessario verrà fornito dagli impianti esistenti, mentre infrastrutture ancillari, anche del sistema di logistica, verranno adeguate al nuovo assetto produttivo, che vedrà il prosieguo della produzione di carburanti tradizionali e quella di biocarburanti Hvo diesel e Saf-biojet per l’aviazione a partire dal 2028.
 
La capacità
La nuova bioraffineria, che non modificherà la capacità della raffineria esistente ma le si affiancherà aumentando la diversificazione dei prodotti offerti sul mercato, avrà una capacità produttiva di 550mila tonnellate l’anno di carica, e sarà flessibile nella produzione di Saf-biojet e Hvo diesel. Gli impianti saranno in grado di trattare diversi tipi di cariche biogeniche, prevalentemente scarti e residui. Eni, tramite Enilive, è il secondo produttore di biocarburanti idrogenati Hvo (hydrogenated vegetable oil) sia diesel che biojet (Saf, sustainable aviation fuel, carburante sostenibile per l’aviazione) in Europa. La costruzione della bioraffineria di Sannazzaro rafforza la presenza strategica della raffineria per la fornitura del carburante tradizionale avio e Saf a tutti gli aeroporti del nord-ovest, sia attraverso il collegamento via pipeline con Malpensa, sia attraverso i depositi collegati con la raffineria e prossimi agli altri scali. 
 
Gli obiettivi
La trasformazione di parte della raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi in bioraffineria conferma gli obiettivi strategici di Eni, attraverso Enilive, di crescita della capacità di bioraffinazione dalle attuali 1,65 milioni di tonnellate/anno a oltre 3 milioni nel 2028 e oltre 5 nel 2030, con la possibilità di produrre fino 2 milioni di Saf (carburante sostenibile per l’aviazione) entro il 2030. Attualmente la produzione di biocarburanti avviene nelle bioraffinerie Enilive di Venezia e di Gela, e nella bioraffineria St. Bernard Renewables (joint venture partecipata al 50%) in Louisiana (Stati Uniti d’America). A queste si aggiungeranno nel 2026 la terza bioraffineria in Italia, a Livorno, e, a seguire, le due bioraffinerie attualmente in costruzione in Malesia e in Corea del Sud; inoltre, una ulteriore bioraffineria in Italia è stata annunciata in Sicilia, a Priolo.
 
A Vitol una quota di Baleine
Eni ha intanto annunciato nei giorni scorsi il perfezionamento della cessione a Vitol di una partecipazione del 30% nel progetto Baleine in Costa d’Avorio. Il progetto Baleine è il principale sviluppo offshore nel Paese ed è detenuto da Eni (47,25%), Vitol (30%) e Petroci (22,75). La transazione è in linea con la strategia di Eni volta all'ottimizzazione delle attività upstream, che prevede di anticipare la valorizzazione delle scoperte esplorative attraverso la riduzione delle partecipazioni in esse (il cosiddetto modello dual exploration). Eni e Vitol sono già partner nei progetti Octp e Block 4 in Ghana e questo accordo consolida la collaborazione tra le due società in Africa occidentale.
 
Incontro in Egitto
Il primo ministro egiziano Mustafa Kemal Madbouly ha incontrato Guido Brusco, chief operating officer global natural resources di Eni, per fare il punto sulle attività in corso e sui piani futuri della società nel Paese. All'incontro hanno partecipato anche il ministro egiziano del petrolio e delle risorse minerarie Karim Badawi e altri rappresentanti istituzionali. Durante l'incontro sono state discusse le attività di Eni in Egitto, con particolare attenzione alle iniziative, sia onshore che offshore, volte a sostenere la produzione di gas naturale e petrolio sfruttando l'ampio portafoglio di asset della società. Le aree di interesse principali sono l'esplorazione di gas a ciclo breve, l'estensione della vita dei giacimenti onshore maturi e lo sviluppo dell'hub integrato del gas nel Mediterraneo orientale.

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