Festival dell’energia, ecco tutto quello che è stato detto
Al centro del dibattito i nuovi equilibri geopolitici e la sicurezza degli approvvigionamenti. Pichetto: l’Italia lavora a un’infrastruttura energetica. Necessari investimenti su reti digitali e sistemi di accumulo.
“Digitalizzazione, aumento
della produzione da rinnovabili, un sistema sempre più decentralizzato, elettrificazione dei consumi, sono elementi che disegnano un nuovo assetto per la rete elettrica nazionale”, lo ha detto il Ministro dell'Ambiente Gilberto Fratin in occasione della XIII edizione del Festival dell’Energia, la manifestazione nazionale dedicata al settore che si è svolta a Lecce.
Al centro del dibattito i nuovi equilibri geopolitici e la sicurezza degli approvvigionamenti in un contesto globale sempre più instabile. Il ritorno del nucleare nei piani strategici del Paese. Le prospettive dell’industria, italiana e internazionale, nel quadro della transizione energetica.
Le parole di Pichetto
“L’Italia sta lavorando per avere un’infrastruttura energetica adatta agli assetti che prenderanno forma nei prossimi anni - ha detto Pichetto -. Oggi, l’elettricità è molto più che semplice merce: è un servizio essenziale. E la sua disponibilità dipende da un'infrastruttura energetica pienamente operativa, efficiente e resiliente, in grado di fornire energia quando e dove è necessaria. Abbiamo bisogno di un’infrastruttura compatibile con questo nuovo assetto. Per questo sono necessari investimenti su reti digitali e sistemi di accumulo. L’Italia è sensibile alle istanze di sicurezza energetica sotto i suoi molteplici aspetti che riguardano l’indipendenza energetica negli approvvigionamenti, la resilienza e l’interconnessione del proprio sistema energetico, la sicurezza delle infrastrutture e l’accessibilità dell’energia. Dobbiamo proseguire il percorso che questo Governo ha intrapreso per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e ci riusciremo anche grazie alla produzione di energia nucleare” ha concluso il Ministro.
Cosa ha detto Besseghini
“Il Festival dell’Energia è il tipo di iniziativa di cui abbiamo bisogno in questo momento” – ha sottolineato Stefano Besseghini, presidente di Arera, a conclusione dell’inaugurazione della XIII edizione del Festival dell’Energia di Lecce. “Spiegare l’energia è un tema delicato e complesso, soprattutto in una fase in cui i cambiamenti che caratterizzano il settore sono talmente veloci da risultare spiazzanti. Ci sono, ad esempio, termini che non dovremmo più utilizzare. Mi riferisco all’hosting capacity, una parola che nasceva quando la rete elettrica era programmata e progettata per servire una gerarchia distributiva che aveva al suo centro la centrale. Oggi la rete è dinamica e bidirezionale poiché raccoglie e distribuisce l’energia. Andrebbe quindi sostituita con qualcosa che tenga conto di come è stata progettata l’intera rete. Vorrei poi sottolineare che il nostro sistema energetico non è fragile, ma delicato perché i meccanismi che lo regolano sono in continuo cambiamento. In altre parole, la rete è un sistema dinamico, che per ora vive in un equilibrio tra generazione e domanda. Un’altra cosa importante da considerare è il passaggio da resilienza a sicurezza. Ogni sistema elettrico è progettato in sicurezza e la rete, ordinariamente è in grado di rispondere alle sollecitazioni che lo interessano. Ma cosa fa il sistema quando questa sollecitazione diventa straordinaria? Gli eventi estremi diventano sempre più frequenti e quindi lancio la provocazione per cui la resilienza deve diventare la nuova sicurezza”.
Il Lecce consensus
“Quello che dobbiamo portare a casa dal Festival dell’Energia di Lecce è il ‘Lecce Consensus’. Sarebbe interessante trovare quegli elementi di consenso che possano portare a una certa stabilità informativa intorno al delicato tema dell’energia. La continua miscelazione di argomenti non aiuta nessuno, per questo occorre fare ordine in modo che le informazioni siano sempre spiegate e raccontate in maniera scientifica a tutti i cittadini” – ha concluso Besseghini.
Cosa ha detto l’ex ministro Corrado Clini
“Parlando di nucleare, la tecnologia rappresenta il problema minore” – ha sottolineato il già Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, in occasione dell’incontro “Nucleare, il Nocciolo della Questione” in programma al Festival dell’Energia di Lecce. “Il maggiore problema che abbiamo in Italia è quello di creare un sistema, un’autorità. Ma non dobbiamo impiegarci dieci anni. Occorre costruirla in tempi brevi, raccogliendo le esperienze che si hanno come quella dell’agenzia internazionale per l’Energia atomica e assumendo la decisione di procedere avendo in mente una priorità: ossia portare avanti una scelta per fare e non una scelta per dire che ce ne occupiamo”.



