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Iran. Centinaia di petroliere ferme a Hormuz chiuso. La paura dei 100 dollari

where Teheran when Lun, 02/03/2026 who roberto

Il blocco dello stretto sta facendo impennare i prezzi. Gli analisti già pronosticano un avvicinamento ai 100 dollari. Putin sta già brindando: con questo shock tornano a crescere le risorse per proseguire la guerra.

L'attacco contro l'Iran e la rappresagliahormuz.jpg di Teheran contro i Paesi del Golfo rischiano di scatenare uno shock sui mercati e sul commercio internazionale. Sono centinaia le petroliere e le navi che trasportano gas liquefatto ferme ai lati dello stretto di Hormuz e le portacontainer commerciali dei colossi internazionali della logistica costrette a deviare dal Golfo facendo impennare spinto il prezzo del petrolio e del gas. Lo leggiamo su Ansa. Il prezzo lunedì 2 marzo è a 78 dollari in rialzo dell’8%. Il gas è già a +22%. Tra quelli che brindano c’è un certo Vladimir Putin, che apprezzerà questa nuova corsa di greggio e gas dopo mesi di quotazione al ribasso, in grado di portare alle casse un beneficio salvifico per continuare la guerra.

 
Mercati
Negli scambi over the counter del mercato non regolamentato il barile è letteralmente schizzato del 10%, lasciando presagire forti turbolenze a partire dall'avvio questa notte delle Borse asiatiche. Il prezzo del Brent, il benchmark internazionale per le quotazioni del greggio, è volato da 72,8 della chiusura di venerdì a 80 dollari. Al di là delle rassicurazioni di Donald Trump, che si è detto "per nulla preoccupato" per l'andamento del barile, gli analisti già pronosticano un avvicinamento ai 100 dollari, soglia toccata l'ultima volta allo scoppio della guerra in Ucraina.
 
Previsioni
"Prevediamo che i prezzi apriranno vicini ai 100 dollari al barile e forse supereranno tale livello se assisteremo a un'interruzione prolungata dello Stretto di Hormuz", afferma Ajay Parmar, direttore del settore energia e raffinazione dell'Icis. Una stima condivisa anche dagli esperti di Barclays e delle altre grandi banche che prevedono anche un impatto sui prezzi del gas. A poco potrebbe dunque valere l'aumento della produzione di oltre 200mila barili al giorno deciso per il mese di aprile dagli otto Paesi membri dell'Opec+.
 
Pasdaran
Il rialzo è superiore alle attese, ma rappresenta una percentuale minima della produzione del cartello ed è già giudicato poca cosa rispetto alle difficoltà che potrebbero derivare da un'interruzione prolungata dello stretto controllato dai pasdaran, attraverso cui transita un quinto della produzione mondiale di petrolio e gas. Tanto più che ad accrescere maggiormente la quota di estrazione sarebbero proprio quei Paesi, a partire dall'Arabia Saudita, che più utilizzano la via del mare per le loro esportazioni.

immagini
hormuz