Il metano sotto al lago di Bomba. Il ministero dell’Ambiente autorizza l’opera
Il ministero ha espresso parere favorevole dopo la bocciatura del comitato Via della Regione Abruzzo. Il progetto del piccolo giacimento con il piccolo impianto di liquefazione. La soddisfazione di Ln Energy, le polemiche dell’opposizione.
Colpo di scena nella vicenda
dell’estrazione di gas presso il bacino del lago di Bomba in Abruzzo di cui e-gazette ha già scritto più volte. Dopo il parere negativo (espresso per la seconda volta nel tempo e ricorso fallito in Corte di Stato) il mese scorso della Regione Abruzzo il cui Comitato Via ha nuovamente chiuso le porte al progetto della Ln Energy di Collesanto, in questi giorni il ministero dell'Ambiente ha espresso parere favorevole attraverso la commissione Via Pniec-Pnrr alla compatibilità ambientale dell’opera.
La storia del progetto
Il progetto nasce anni fa quando la società mineraria Cmi Energia mise gli occhi su un piccolo giacimento di gas della concessione Colle Santo, sotto il lago artificiale di Bomba sull’Appennino a monte di Chieti. Ora il progetto si ripresenta con una variante: per ridurre l’impatto ambientale creato dall’odiato metanodotto che avrebbe portato fino alla rete nazionale il metano estratto a Bomba, i nuovi proponenti hanno proposto di costruire un piccolo impianto di liquefazione in loco, in modo da caricare il gas liquefatto (gnl) sulle autobotti. Il progetto di sviluppo riguarda la messa in produzione dei pozzi Monte Pallano 1 e Monte Pallano 2 situati nella Regione Abruzzo, in provincia di Chieti, nel comune di Bomba partendo dagli studi di Cmi Energia, guidata dall’italoamericano Mark Frascogna, che nel 2016 e nel 2017 aveva proposto un progetto per la messa in produzione dei pozzi esistenti, la perforazione e completamento di due nuovi pozzi Monte Pallano 3 e 4 e l'eventuale perforazione di un ulteriore pozzo Monte Pallano 5.
La gioia del committente
“Esprimiamo grande soddisfazione per la decisione finale assunta dalla commissione Via Pniec-Pnrr a Roma durante l’assemblea plenaria del 24 luglio 2025”. È quanto afferma – dalle pagine https://www.chietitoday.it/attualita... di ChietiToday - l’amministratore delegato della LnEnergy, Mark Frascogna, in seguito all’accesso agli atti del procedimento di valutazione di impatto ambientale al ministero dell’Ambiente da parte della società.
Si tratta del più grande giacimento di gas onshore non in produzione in Italia, le cui riserve in termini di confronto percentuale sono paragonabili al consumo dell’intera regione abruzzese. Scopo del progetto Small scale Lng giacimento gas Collesanto targato LnEnergy, è la produzione di gas naturale liquefatto su piccola scala.
“Durante il corso dell’istruttoria – afferma Frascogna - abbiamo lavorato sempre sul piano tecnico e scientifico per rispondere a tutte le richieste degli organi ministeriali, regionali e locali, nonché e soprattutto dei cittadini, imprese e associazioni che avevano interloquito nel corso del procedimento. Il progetto incorpora i più stringenti requisiti ambientali che la normativa vigente prevede per questo tipo di investimenti. Restiamo in fiduciosa attesa che nelle prossime settimane si completino tutti i passaggi amministrativi prima dell’emanazione del decreto finale di compatibilità ambientale e il successivo rilascio della concessione per lo sfruttamento del giacimento”. “Il pronunciamento del ministero dell’Ambiente dà ragione di tutto il lavoro del team tecnico-scientifico che ha approcciato a livello multidisciplinare le complessità del sito minerario di Bomba – spiega Francesco Di Luca, responsabile del sito minerario di Collesanto. - Sono state discusse con gli organi competenti le soluzioni impiantistiche migliori e all’avanguardia per la messa in produzione del giacimento di gas e produzione di lng. La compatibilità del progetto con le varie matrici ambientali include anche risultanze positive della valutazione di incidenza del progetto sul mantenimento dell’integrità dei 2 siti Rete Natura 2000 Zsc/Zps nelle vicinanze. Le prescrizioni ambientali sono molto rigorose e sfidanti”.
La risoluzione dei verdi
Il consigliere Alessio Monaco, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, ha intanto già presentato una risoluzione urgente in consiglio regionale che impegna la giunta a “attivarsi immediatamente presso il governo nazionale e il ministero dell’Ambiente per ottenere la revoca del parere favorevole; convocare con urgenza la commissione competente per sbloccare l’iter della proposta di legge istitutiva della riserva naturale Lago di Bomba; convocare un consiglio regionale straordinario per assumere una posizione unitaria di netta opposizione al progetto; ricorrere in tutte le sedi opportune per fermare il procedimento autorizzativo”.
“Nel triste e spietato gioco delle parti tra il governo Meloni e la giunta Marsilio, a pagare è ancora una volta l’Abruzzo e il suo ambiente - afferma Monaco - Una scelta irresponsabile, che ignora le criticità rilevate dagli stessi uffici regionali: rischio idrogeologico, impatto ambientale e pericolosità per le comunità locali. Ancor più grave è il totale disinteresse verso la volontà espressa dai cittadini e dagli amministratori del territorio”.
“La decisione del ministero e l’entusiasmo espresso dalla società LnEnergy sul progetto di estrazione di gas a Bomba rappresentano un colpo durissimo per il territorio e per l’intero comprensorio del medio e basso Sangro. Parliamo di un giacimento già respinto per ben due volte dal Comitato V.I.A. della Regione Abruzzo e definitivamente bocciato dal consiglio di Stato, a conferma delle gravi criticità ambientali e della pericolosità di interventi in un’area così delicata. Nonostante ciò, assistiamo all’ennesima capriola della Giunta Marsilio e della maggioranza di centrodestra, che preferiscono piegarsi a interessi estranei al bene comune, ignorando pronunciamenti giuridici, norme vigenti e, soprattutto, la volontà chiara e netta espressa nel 2018 da Regione, Provincia, Comuni, comitati e associazioni ambientaliste”, così il capogruppo PD Silvio Paolucci con il segretario provinciale del PD Leo Marongiu, Raffaele Nasuti sindaco di Bomba e Salvatore Martorella segretario PD e vicesindaco di Bomba e la presidente del PD Tiziana Di Renzo.



