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Mondometano. Il gas di Putin e la guerra Ue contro Orban e Fico

where Bruxelles (Belgio) when Lun, 15/09/2025 who roberto

L’accusa al leader ungherese è di essere responsabile del 20% di forniture che l'Ue ancora paga al Cremlino. Anche il premier Fico ha ribadito di voler comprare ancora da Gazprom. Costa: riduciamo la capacità di Putin di finanziare la guerra. Per aggirare i veti Bruxelles intende fare leva sul diritto commerciale Ue che consente l'adozione delle misure a maggioranza qualificata per evitare il vincolo dell'unanimità.

L’Ungheria deve smettere orban-fico.jpgdi importare gas e petrolio dalla Russia: è il modo migliore per accelerare la fine della guerra. Lo ha detto forte e chiaro Antonio Costa dall'Ucraina accusando il presidente ungherese Viktor Orbán di essere il principale responsabile di quel "20% di forniture" che l'Ue ancora paga al Cremlino. "Ora abbiamo tutto il necessario per essere pronti a dare le garanzie di sicurezza all'Ucraina quando ci sarà la pace. Per arrivarci, dobbiamo continuare a sostenere Kiev nella guerra e aumentare la pressione sulla Russia", ha detto Costa. "Non è facile. Dobbiamo combattere la flotta ombra e ridurre la capacità di Mosca di finanziare il conflitto, non solo aumentando le nostre sanzioni ma imponendo sanzioni secondarie ai Paesi che acquistano gas e petrolio da Mosca".

 
La riunione informale

Che sia un consiglio o un avvertimento – leggiamo sull’Ansa - l’Unione europea ritiene cruciale imporre un reale stop da Mosca tanto che seppure non formalmente in agenda, la questione ha dominato la riunione informale dei ministri dell'energia a Copenaghen dove il commissario responsabile, Dan Jorgensen, ha ribadito l'obiettivo dell'Ue di eliminare realmente le importazioni di energia dalla Russia entro la fine del 2027. Anche nel caso di un accordo di pace tra Mosca e Kiev. "Non si tratta di una sanzione temporanea", ha assicurato il politico danese, promettendo che l'Ue non "importerà mai più nemmeno una molecola di energia russa quando questo accordo sarà raggiunto". Da Budapest non si è fatta attendere la reazione alle dichiarazioni di Bruxelles e Washington. "L'Ungheria acquista petrolio russo apertamente perché non ha altra scelta, mentre alcuni Paesi europei lo acquistano segretamente attraverso canali alternativi, perché è più economico", è stata l'accusa del ministro degli Esteri, Péter Szijjártó.
 
Il caso Slovacchia
Ma non è solo l’Ungheria; anche la Slovacchia continua a creare problemi. In missione diplomatica a Pechino, in settimana, il premier slovacco Robert Fico ha ribadito l'intenzione di continuare ad acquistare gas russo nonostante i piani dell'Ue.
Proprio per aggirare i veti delle due capitali, la proposta di Bruxelles fa leva sul diritto commerciale Ue che consente l'adozione delle misure a maggioranza qualificata per evitare il vincolo dell'unanimità.

 
 

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