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Non ditelo a Giorgetti! L’Inghilterra studia la tassa per le auto elettriche

where Londra when Lun, 17/11/2025 who roberto

Dovrebbe essere introdotta a partire dal 2028. Servirà a compensare in parte il calo del gettito dell’accisa sui carburanti. Il meccanismo prevede un prelievo di 3 penny per miglio - circa 4,8 centesimi di euro al chilometro.

Tempo fa il ministro delle finanze levcelectrifiesbppulsefleet-1.jpgGiorgetti si era lamentato della difficoltà di dover trovare soluzioni per compensare il futuro calo del gettito dell’accisa sui carburanti (che pesa in Italia sul 50% del prezzo al dettaglio) a causa dell’avanzare della mobilità elettrica. Ebbene, arriva oggi da Londra una notizia che potrebbe offrirgli una prima risposta: arriva la tassa a chilometro per le auto a batteria. A partire dal 2028, quando nel Regno Unito circoleranno 6 milioni di veicoli a emissioni nulle, scatterà la cosiddetta la “pay-per-mile tax”, ovvero un contributo proporzionale ai chilometri percorsi. Lo ha anticipato il Financial Times.
 
I numeri
La nuova tassa permetterebbe di recuperare fino a 1,8 miliardi di sterline l’anno entro il 2031, stando alle stime citate da The Telegraph, andando a compensare almeno una parte del gettito perso. Il meccanismo prevede un prelievo di 3 penny per miglio - circa 4,8 centesimi di euro al chilometro - per i conducenti di veicoli elettrici. L’imposta si aggiungerà al Vehicle Excise Duty (Ved), il bollo auto britannico, che ammonterà a 195 sterline l’anno anche per le elettriche. In pratica, un automobilista medio che percorre 8mila miglia all’anno (circa 12.800 chilometri) pagherà circa 435 sterline complessive, tra tassa a miglio e bollo. Il sistema sarà pre-pagato e auto-dichiarativo: i conducenti comunicheranno in anticipo il chilometraggio stimato e conguaglieranno eventuali differenze a fine anno.
 
Il no dell’automotive
Il timore condiviso è che la nuova imposta possa frenare la transizione verso l’elettrico, nel momento in cui le vendite stanno accelerando. Nel solo ottobre, una vettura su quattro vendute nel Regno Unito era completamente elettrica, secondo i dati della Society of Motor Manufacturers and Traders.
Il settore automotive britannico ha già bocciato l'ipotesi di una tassazione "pay-per-mile" a danno delle elettriche, definita "una misura sbagliata al momento sbagliato": semmai, rileva l'associazione di costruttori e concessionari Smmt, le auto a batteria vanno agevolate per consentire ai costruttori di rispettare i pesanti obblighi stabiliti dal cosiddetto mandato Zev (che stabilisce obiettivi vincolanti per le case automobilistiche riguardo la percentuale di vendita di nuovi veicoli a zero emissioni). "Introdurre un regime così complesso e costoso, che prende di mira gli stessi veicoli che i produttori faticano a vendere, sarebbe un errore strategico", conclude l’associazione.
 
La tentazione
L’introduzione di una tassa a chilometro per i veicoli elettrici rappresenta però un potenziale punto di svolta per tutta l’Europa. Anche i governi dell’Ue dovranno presto affrontare il tema del calo delle accise sui carburanti. Per ora nessun Paese dell’Unione ha annunciato piani simili, ma la mossa di Londra potrebbe diventare un precedente. Di sicuro il ministro Giorgetti non può pensare a un provvedimento del genere visto il numero delle auto vendute in Italia. Sai mai che non si possa ispirare per tassare le auto benzina o diesel.

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