torna alla home
Visitaci anche su:

Notiziario ambiente energia on-line dal 1999

Non solo elettriche. L’industria auto chiede di aprire ai biocarburanti

where Roma when Lun, 24/11/2025 who roberto

Il documento congiunto è stato sottoscritto da 30 associazioni della filiera automotive dei produttori di carburante europei in vista della revisione del Regolamento CO2 sulle emissioni di autovetture e veicoli commerciali leggeri. Si punta a contabilizzare le reali quote di carburanti rinnovabili usate in Europa.

Sul regolamento europeo sullebiofuel-credit-telepass_0.jpg emissioni di CO₂ di autovetture e furgoni serve un approccio più aperto e tecnologicamente neutrale, che includa anche i carburanti rinnovabili tra gli strumenti utili alla decarbonizzazione. Lo sostengono l’industria automobilistica europea e i produttori di carburanti che lanciano un appello congiunto alla Commissione Ue.
 
Le richieste contenute
Il documento unitario sottoscritto da numerose associazioni nazionali, tra cui Unem e Anfia per l’Italia, sottolinea che il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 richiede una revisione dell’attuale impianto normativo, basato sul Regolamento CO₂ per l’automotive e sulle direttive RED ed ets 2 per i fornitori. Questi strumenti, se ben orientati, possono stimolare investimenti e innovazione lungo tutta la catena del valore. Accanto alla mobilità elettrica i carburanti rinnovabili possono svolgere un ruolo essenziale per ridurre rapidamente le emissioni del trasporto stradale.
Per questo motivo i firmatari ribadiscono la necessità di un quadro regolatorio più equilibrato e chiedono: maggiore flessibilità negli standard di CO₂; parità di trattamento tra veicoli nuovi e circolanti; una definizione giuridica chiara e unica di “carburante rinnovabile”; riconoscimento dei veicoli alimentati al 100% da tutti i carburanti rinnovabili come veicoli a zero emissioni. Secondo le associazioni firmatarie, queste misure permetterebbero di sfruttare appieno il potenziale dei carburanti rinnovabili e di stimolare nuovi investimenti in tutta la filiera, contribuendo in maniera concreta agli obiettivi climatici al 2050.
 
Il ruolo del Ccf
Particolarmente urgente, si legge nel documento, è l’introduzione del carbon correction factor (Ccf) che contabilizzi le reali quote di carburanti rinnovabili usate in Europa. Oggi - dicono - tutti i veicoli con motori a combustione interna sono considerati dalla normativa come alimentati al 100% da carburanti fossili, indipendentemente dal carburante effettivamente utilizzato. Un’impostazione ormai superata, dato che il mix europeo non è più interamente fossile. Il Ccf permetterebbe invece di riflettere in modo accurato il contributo reale dei carburanti rinnovabili alla decarbonizzazione.
Ugualmente importante è il riconoscimento, in tempi ristretti, dei veicoli alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili come veicoli a emissioni zero, consentendone l’ingresso sul mercato già prima del 2030. Una scelta che amplierebbe l’offerta per i consumatori e accelererebbe lo sviluppo di soluzioni a basse emissioni.
 
Il commento di Murano
Ha detto Gianni Murano, presidente dell’Unem: “È necessario condividere un percorso insieme la filiera dell’automotive. Questo documento congiunto dimostra chiaramente la volontà di costruire un approccio pragmatico e tecnologicamente aperto per raggiungere gli obiettivi climatici. L’Europa non può permettersi di ignorare soluzioni già disponibili, efficaci e capaci di ridurre le emissioni già nell’immediato. I dati dimostrano che l’opzione tutto elettrico non soddisfa pienamente il mercato e i consumatori. Se si vuole davvero puntare alla decarbonizzazione, e non solo a un’unica tecnologia, ha concluso, è il momento di riconoscere la realtà e investire in vere politiche industriali che permettano all’Europa di vincere la sfida climatica.”

immagini
biofuel-credit-telepass