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Pazza benzina. Consumi petroliferi in luglio: la benzina è al massimo da 15 anni

where Roma when Lun, 01/09/2025 who roberto

La benzina (+4,2%) tocca i massimi di vendita dal luglio 2010 ed è riferimento grazie al boom della crescita delle auto ibride. Bene anche jet fuel, ma va anche sottolineato il terzo aumento consecutivo dei consumi delle raffinerie (+19,1%). I dati Unem.

In luglio le vendite al mercato benzina-pxhere.jpgdei prodotti petroliferi per la mobilità (a parità di giorni lavorativi) crescono rispetto allo stesso mese del 2024 ma non riescono a neutralizzare la riduzione delle vendite della petrolchimica (-39,6%), registrando in totale un calo dell’1,2% (-62mila tonnellate). Lo evidenzia l’Unem su dati mensili del ministero dell’Ambiente.
 
Benzina superstar
La benzina si conferma protagonista con un progresso del 4,2% (+35mila tonnellate) e con volumi ai massimi dal luglio 2010. In pratica sono 15 anni che non si vendeva tanta benzina in Italia. Una conferma del ritorno di questo prodotto, come riferimento principale per il segmento automobilistico, data la continua crescita delle immatricolazioni di auto ibride a benzina, prima scelta dei consumatori con una quota intorno al 45%.
Si conferma positivo anche il gasolio motori che mostra un buon progresso del 2,3% (+50mila tonnellate) con volumi che sono superiori del 3% anche rispetto a quelli pre Covid del 2019. Stavolta è soprattutto il canale extrarete a crescere (+2,1%, primo valore positivo del 2025), confermato anche dai dati Anas che certificano un incremento del 3% dei volumi di traffico pesante nel mese.
Da segnalare anche l’andamento positivo dei consumi dei carburanti (benzina + gasolio) sulla rete, che segna un incremento mensile del 2,3% (+52mila tonnellate), rafforzando così l’incremento progressivo annuo (+1,3% pari a +175mila tonnellate). Positivo anche il jet fuel, che ritocca il precedente record storico assoluto che era stato raggiunto nel luglio 2024.
 
Gpl, oli, bunker e bitumi
Crescono per il secondo mese consecutivo il gpl autotrazione (+0,7%) e i lubrificanti (+3,6%) sia motori che industria. Negli ultimi 5 mesi, ben 4 hanno evidenziato un miglioramento dei volumi dei lubrificanti, portando a ritenere che la lunga fase calante del 2024 possa essersi esaurita.
Sesto mese negativo consecutivo per i bunker marina (-19,8%) soprattutto per la pesante frenata dell’olio combustibile (-42,6%, -92mila tonnellate) per effetto, a decorrere dal 1° maggio 2025, del passaggio del Mar Mediterraneo ad area SECA (Sulphur Emission Control Area) che prevede l’obbligo di utilizzare combustibili con un contenuto di zolfo non superiore allo 0,1%, compensata solo in parte dal progresso del bunker gasolio (+59%, +36mila tonnellate). Dopo tre battute d’arresto consecutive, i bitumi (+1%) fermano la caduta, ma non lasciano intravedere un cambio di trend nell’immediato.
 
L’aumento delle raffinerie
Va infine sottolineato il terzo aumento consecutivo dei consumi delle raffinerie (+19,1%) che evidenziano la forte ripresa delle lavorazioni delle raffinerie italiane in crescita dalla tarda primavera in poi, che beneficiano di una elevata domanda di prodotti finiti (sia sul mercato interno che estero).
Per quanto riguarda i consumi petroliferi totali, che comprendono anche le attività industriali, va rilevato un decremento dello 0,2% (-9mila tonnellate) imputabile, come già detto, alla decisa flessione della petrolchimica.
 
Calano i prezzi
Quanto alla dinamica dei prezzi al consumo, in media la benzina in luglio è stata pari a 1,732 euro/litro, mentre il gasolio a 1,665, entrambi in calo lungo tutto il corso del mese (calo che si sta prolungando fino a questi giorni di fine agosto) ed inferiori rispettivamente di 13 e 8 centesimi rispetto ai prezzi medi in vigore a luglio 2024. A livello di prezzo industriale (al netto delle tasse), sia la benzina che il gasolio si confermano inferiori di circa 2,3 centesimi euro/litro rispetto alla media dell’area euro.
Relativamente ai primi sette mesi del 2025, che sconta tre giorni lavorativi in meno rispetto allo stesso periodo del 2024, le vendite al mercato sono state pari a quasi 30 milioni di tonnellate, pari ad un calo dell’1,6% (-482mila tonnellate) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare, si rafforzano i consumi totali di benzina, che superano i 5,1 milioni di tonnellate (+3,9%, +194mila tonnellate), e quelli del jet fuel (+3,2%, +89mila tonnellate), che insieme hanno più che compensato il calo del gasolio motori (-1,6%, -224mila tonnellate).
Del tutto stabili i lubrificanti che hanno recuperato le perdite dei primi mesi dell’anno, ed il gpl (+0,1%), ma con il canale autotrazione diminuito dell’1,7%. Quanto ai consumi petroliferi totali, pari a quasi 33 milioni di tonnellate, la flessione nel periodo gennaio-luglio è stata del 2,1% rispetto allo stesso periodo 2024, soprattutto per la riduzione dei consumi di olio combustibile per il bunker marina (- 29,7%) e dei consumi delle raffinerie per la produzione di energia elettrica (-21,8%).

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