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Il sindaco di Porto Torres contro Cingolani: la Sardegna torna ad essere una colonia

where Porto Torres (Sassari) when Lun, 21/02/2022 who luca

Per Mulas la Sardegna non sarà autosufficiente dal punto di vista energetico, ma dipendente da depositi in Continente e da un cavo collegato alla Sicilia
 

 Il sindaco di Porto Torres, mulas.jpgMassimo Mulas, boccia il decreto predisposto dal ministro della Transizione ecologica, Cingolani, con cui si traccia il futuro programma energetico nazionale.
 
Isola non autosufficiente
"Il Dpcm sulla transizione energetica nell'isola riporta la Sardegna all'epoca in cui era una colonia", sostiene Mulas. "Non è il frutto di alcuna attività di concertazione: siamo stati consultati marginalmente; inoltre, prospetta un risultato inaccettabile: la Sardegna dal punto di vista energetico non sarà autosufficiente, ma dipendente da depositi in Continente e da un cavo collegato alla Sicilia", attacca il sindaco di Porto Torres.
"Il gas metano - aggiunge - è inoltre una soluzione che poteva essere considerata innovativa quarant'anni fa: mentre in altre regioni del mondo si guarda avanti e si ragiona sull'idrogeno, ai sardi viene prospettato un intervento che nasce vecchio. Senza contare che, sul tema delle rinnovabili, il decreto è assolutamente fumoso". Per il primo cittadino, il parere degli enti locali e dei cittadini è stato ignorato: "Il territorio si era espresso a favore del deposito a terra, una soluzione che sarebbe stata idonea anche per un futuro utilizzo dell'idrogeno, oltre che per l'impatto occupazionale. Invece, avremo a che fare con un deposito galleggiante a mare da soli 25mila metri cubi che, teoricamente, dovrà servire tutto il Nord Sardegna, forse a malapena utilizzabile solo per la centrale di Fiumesanto".  Quindi Mulas avanza una richiesta: "Chiediamo con forza che, prima della sottoscrizione del Dpcm da parte dei ministeri dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, enti locali e parti sociali siano coinvolte e consultate. Non si può fare la rivoluzione energetica, se non si porta il resto della Sardegna fuori dal passato: è necessario dotare l'isola di reti ferroviarie e stradali moderne e funzionali, rilanciare i porti e gli aeroporti e riprogettare il ciclo dei rifiuti".
 
Cgil: allarme per il dopo il 2025
"Nessuno dice chi e come produrrà l'energia che serve alla Sardegna dopo il 2025, non lo dice la Regione, non lo dice il Governo nazionale, non lo dicono le grandi aziende anche quando, in assenza di programmazione politica, propongono una loro visione d'impresa". Lo afferma la Cgil, che richiama all'attenzione di tutti il gravissimo e continuo rinvio della metanizzazione, "la sola soluzione concreta e percorribile, come sancito dal governo nazionale e dall'Unione europea, per spegnere le centrali a carbone e affrontare la transizione". "È inaccettabile - dichiarano i segretari Cgil - che vengano traditi gli impegni presi per la Sardegna, unica regione senza la fonte riconosciuta dalle strategie nazionali ed europee come insostituibile nella transizione, ovvero il metano". Inoltre, "è preoccupante che la Regione assista immobile (o complice) all'inganno perpetrato ai danni di migliaia di lavoratori, famiglie e imprese che attendono di sapere quale prospettiva li attende.

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