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Sorpresa. L’Italia è un gateway del gas: nel 2025 l’export aumenta del 300%

where Milano when Lun, 15/12/2025 who roberto

Lo snodo del metano verso l’Europa. Invertita la dinamica dei flussi verso Est, ma anche i consumi sono in aumento. La Linea Adriatica amplia la sua capacità: centrale di Sulmona e tratto a nord verranno ultimati entro l’estate.

L’Italia è diventata nel 2025 un gateway snam-linea-adriatica.pngenergetico di importanza strategica per l’Europa e per i Paesi più esposti all’addio al gas russo. Lo evidenziano i dati dell’export del gas naturale tra gennaio e novembre di quest’anno, passati da 0,5 miliardi di metri cubi di gas del 2024 agli attuali 2 miliardi, che portano a un aumento record del 300%. Un risultato inatteso fino a qualche anno fa  e che ha portato a invertire la dinamica dei flussi a Tarvisio, che era lo storico punto di approdo nazionale del gas proveniente da est, dove entrava tutto il gas russo, e che oggi al contrario segue il percorso opposto, in esportazione. E per sostenere e incrementare questo nuovo primato il nostro Paese sta investendo sulle infrastrutture. In particolare sulla Linea Adriatica, che porta via terra il gas da sud a nord nella prospettiva di far arrivare ai mercati del centro ed est Europa il metano arrivato via tubo o tramite le navi metaniere. Abbiamo fatto un monitoraggio sullo stato dell’arte dei cantieri sulla centrale di compressione e sui tre gasdotti coinvolti nell’infrastruttura per capire a che punto stanno. Ecco che cosa abbiamo scoperto.
 
La domanda aumenta
Anzitutto qualche dato sui consumi: la domanda sta crescendo, nonostante che non vi siano emergenze climatiche o particolari effervescenze produttive: il mese scorso la domanda di gas naturale in Italia è stata di 6,6 miliardi di metri cubi (+1,5 miliardi metri cubi, +2,7% rispetto allo stesso periodo 2024). L’aumento è stato trainato dai settori residenziale e terziario (+5%) e termoelettrico (+4%). Ma tutto l’anno è stato in crescita. Nei primi undici mesi dell’anno i consumi di gas nel nostro Paese sono passati da 54,1 miliardi di metri cubi del 2024 a 55,6 miliardi di oggi (+2,7%). I protagonisti sono soprattutto il termoelettrico (+700 milioni, +3%) e settore civile (+600 milioni di metri cubi, +3%), mentre l’industria è sostanzialmente stabile.
 
La cerniera
L’Italia, stando alle intenzioni del Governo, punta a diventare un crocevia dei flussi gas, valorizzando le rotte via tubo da sud, via pipeline o via mare. E in un certo senso, il nostro Paese un crocevia lo è già da un lato gasdotti esistenti e quelli che dovranno essere realizzati, dall’altro, l’arrivo via nave. Parliamo di 10 punti di ingresso: 5 via tubo e i via nave (Gnl). Questo secondo fronte è cresciuto in volumi di oltre il 40% rispetto all’anno scorso grazie anche ai rigassificatori di Piombino (dal 2023) e di Ravenna (da maggio 2025), che hanno portato l’Italia ad avere la terza capacità di rigassificazione della Ue.
 
Lo stato dell’arte sui lavori
Per essere protagonista del nuovo scacchiere mediterraneo ed europeo che si sta formando, l’Italia attraverso la Snam sta lavorando sull’adeguamento infrastrutturale sulle reti. L’obiettivo è aumentare la capacità di esportazione verso nord fino a 14 miliardi di metri cubi l’anno. Fra le opere necessarie a raggiungerlo è in corso di completamento la linea Adriatica, il gasdotto da 425 chilometri che dall’Abruzzo arriverà nel bolognese, aumentando la capacità di trasporto lungo l’asse sud-nord di 10 miliardi di metri cubi all’anno. La linea si compone di una centrale di compressione a Sulmona, in Abruzzo, e di tre metanodotti. Il Sulmona-Foligno da 170 chilometri coinvolge Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria; il Foligno-Sestino, il più breve da 114 chilometri, è tra Umbria, Marche e Toscana; infine c’è l’approdo più a nord con il Sestino-Minerbio di 141 chilometri tra Toscana ed Emilia-Romagna.
 
Comprimere il gas
Dai cantieri emerge che la centrale di compressione di Sulmona ha da poco superato un terzo del suo percorso realizzativo, e vedrà installate le tre turbine entro i primi mesi del 2026. Esse sono compatibili con miscele fino al 10% di idrogeno, ma sono in previsione test per salire fino al 25%. Il fine lavori è qui previsto per agosto. Quanto invece alle tre tubazioni, quella decisamente più avanzata è quella più a nord, il tratto Sestino-Minerbio, un cantiere da quasi un migliaio di persone che si prevede dovrà essere ultimato anche questo entro l’estate 2026 e che ha già portato alla saldatura del 90% delle condotte.  Quanto invece agli altri gasdotti, che non rientrano nel Pnrr, siamo invece ancora alle fasi iniziali. Il gasdotto Foligno-Sestino è stato avviato nel giugno 2025. La posa dei primi tratti di condotta e le prime opere sono previste entro la primavera 2026, il fine lavori è dato alla fine del 2027. Infine, la parte più a sud, il Sulmona-Foligno, il cui cantiere è stato aperto il mese scorso e si è ancora nelle primissime fasi con una previsione di consegna prevista per il dicembre 2028.

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snam-linea-adriatica