Stop al deposito gpl a Manfredonia. Il governo chiede nuovi approfondimenti
La presidenza del Consiglio dei ministri restituisce il dossier al ministero dell’Ambiente che dovrà ora riaprire l’istruttoria tecnica, consentendo agli enti locali di far valere nuovamente tutte le ragioni contrarie all’insediamento.
Stop all’autorizzazione del
deposito di gpl proposto dall’Energas a Manfredonia (Foggia). La presidenza del Consiglio dei ministri ha disposto il rinvio degli atti al ministero dell’Ambiente per approfondimenti tecnici e giuridici.
La decisione arriva in seguito alla conferenza di servizio decisoria a Palazzo Chigi, durante la quale la Regione Puglia e il Comune di Manfredonia hanno ribadito le osservazioni tecniche e politiche, ottenendo la restituzione dell’intero fascicolo al ministero dell’Ambiente.
Con il rinvio degli atti, il ministero dell’Ambiente dovrà ora riaprire l’istruttoria tecnica, consentendo agli enti locali di far valere nuovamente tutte le ragioni contrarie all’insediamento del megadeposito di gpl. Una fase che si preannuncia decisiva per il futuro del progetto.
Le questioni aperte
Tra i punti principali evidenziati dalla presidenza del Consiglio, c’è il bisogno di verificare, anche attraverso un parere dell’avvocatura dello Stato, se può essere considerato valido il decreto di compatibilità ambientale emanato dieci anni fa, il 22 dicembre 2015, dall’allora ministero dell’Ambiente di concerto con il ministero dei Beni culturali.
Il ministero dovrà inoltre accertare, insieme all’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico meridionale, l’effettiva possibilità di utilizzo della banchina A5 del porto di Manfredonia, elemento ritenuto cruciale per la realizzazione dell’impianto.
Nel provvedimento viene richiamata anche la posizione assunta dalla Regione Puglia nel Consiglio dei ministri del maggio 2023, dove erano state sostenute numerose caratteristiche che la Regione riteneva critiche, tra cui una possibile interferenza fra il deposito Energas e l’aeroporto militare foggiano di Amendola, a una quindicina di chilometri a ovest di Mandredonia. La presenza dell’impianto di gpl, secondo la Regione, potrebbe aumentare la vulnerabilità dell’area sotto il profilo della sicurezza.
La presidenza del Consiglio ha preso atto del parere contrario espresso dal Comune di Manfredonia, rafforzato dall’esito del referendum consultivo indetto dal Comune, che ha visto una netta bocciatura del progetto. Tra le osservazioni, è stato segnalato che a parere dl Comune l’analisi presentata da Energas non avrebbe considerato adeguatamente i vincoli relativi alle opere accessorie di collegamento, come il gasdotto e il raccordo ferroviario.
Per saperne di più https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti...



